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Psicologia dei New Media
Mamme Moderne su Facebook: In America e non solo è stato coniato il termine oversharenting per indicare la tendenza dei genitori di condividere online la vita dei loro bimbi, spesso in modo inappropriato e, spesso quando questi ancora non sono nati.
K2N The Journey Begins (gratuito) è la prima App della “Breaking Free series”. L'applicazione guida i sopravvissuti passo passo attraverso i problemi derivanti dall'avere subito abusi nell'infanzia.
Facebook: terreno fertile sia per esibire con astuzia solo i capitoli migliori della propria vita sia per celare l’invidia dietro a parole poco sincere.
Videogame & Declino Cognitivo. Con l'avanzare dell'età andiamo inevitabilmente incontro a un certo grado di declino cognitivo. Fredric Wolinsky ha studiato proprio l'effetto di videogame chiamato "Road Tour" sulle funzioni esecutive di un ampio gruppo di pazienti.
La principale opportunità offerta dalla realtà virtuale all’interno di un percorso psicoterapico consiste, pertanto, nella possibilità di partecipare attivamente al riconoscimento e alla presa di consapevolezza di pensieri, emozioni e comportamenti propri, in situazione.
L’ Invidia ai Tempi di Facebook: Facebook come fonte “d’informazioni” e come metro di giudizio, questo il pericolo, passando da stato in stato, da foto in foto, facendo di volta in volta salire il termometro personale della frustrazione.
Il cellulare fa ormai parte della nostra vita quotidiana e il 76% della popolazione dichiara di tenerlo acceso sempre o per la maggior parte del tempo.Ascoltare le Conversazioni al cellulare di altri ha effetti sull'attenzione e la memoria di chi ascolta.
Memoria: Lo studio determinò che i post di Facebook rimanevano nella memoria circa 1 anno e mezzo in più rispetto alle frasi dei libri! Più semplice è la scrittura, più facile è far arrivare il messaggio. I social media giovano di questo.
Venerdì 15 marzo, si è celebrata la seconda edizione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i Disturbi Alimentari. A promuovere la sua prima edizione nel 2012 è stato un papà che ha visto la propria figlia Giulia morire a soli 17 anni per le complicanze emerse in seguito a una grave condizione di bulimia.
Ormai sembra quasi scontato dire che i social network hanno cambiato il nostro modo di rapportarci ad amici e conoscenti. Recentemente, dai risultati di una ricerca americana, emerge che Facebook favorisce l’aumento della propria autostima.
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