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Famiglia
Articoli che trattano il tema della famiglia e dei legami famigliari, del confronto generazionale e delle dinamiche coinvolte.
E' importante promuovere il principio della bigenitorialità: la stabilità del minore non è data dalla stabilità logistica (cioè il fatto che il minore abbia come punto di riferimento una sola casa) ma dalla possibilità di poter godere nella quotidianità della presenza equilibrata di entrambi i genitori.
i principali fattori di rischio per i figli, oltre alla pregressa storia di violenza dei genitori, riguardano due disturbi psicopatologici dei genitori: la depressione e il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
La prima analisi sistematica di analisi dei costi sociali e Psicologici dei disastri ambientali, gli effetti negativi (TRAUMI) sulla comunità, ma anche sull’ambiente familiare. Come cambiano gli stili di comunicazione.
Ogni volta che un uomo è violento, questa violenza nasce da un sentimento di helplessness, di fragilità, considerata inaccettabile, alla quale egli cerca di resistere picchiando. La violenza è per molti nostri pazienti il tentativo di controllare la depressione, derivata da sentimenti di umiliazione inaccettabili.
E' possibile individuare precocemente dei segni che potrebbero portare alla rottura di una relazione? Secondo il Prof. John Gottman, sì! In sedici anni di ricerca, ha imparato a prevedere quali sono le coppie che finiranno per divorziare e quali quelle che rimarranno solide nel tempo...
La combinazione di un ambiente familiare percepito come iperprotettivo e alti livelli di credenze sulla necessità di controllare questa forma di pensiero e sulla sua utilità o inutilità siano un fattore di rischio per lo sviluppo del rimuginio...
RECENSIONE del libro di Aimee Bender, L'inconfondibile tristezza della torta al limone. Edito da Minimum Fax, Recensione di Brunella Coratti.
Sandra Sassaroli: Magrezza non è bellezza. L’ansia di perfezione e il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari.
Gli effetti malefici e angosciosi della malattia sono scongiurati e negati dagli sforzi per evitare di pronunciare parole come leucemia o tumore o dall’uso di neologismi...
Diversi studi dimostrano che proprio una comunicazione inibita e distorta, dove le informazioni fornite sullo stato della malattia non corrispondono ai segnali che i bambini ricevono dal proprio corpo, amplifica la percezione di incertezza e di paura.
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