Messaggio pubblicitario

Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il disturbo ossessivo compulsivo (2018) di G. Melli – Recensione del libro

Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il disturbo ossessivo compulsivo (2018) è un libro di auto aiuto utile ai pazienti ma anche ai terapeuti

ID Articolo: 160401 - Pubblicato il: 04 dicembre 2018
Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il disturbo ossessivo compulsivo (2018) di G. Melli – Recensione del libro
Condividi

Affrontare il disturbo ossessivo compulsivo non è affatto semplice. Le ossessioni, sia a livello di pensiero che di comportamento, possono far parte, in una certa misura, del quotidiano di tutti noi. A chi non è mai capitato, almeno una volta, di controllare ripetutamente di aver chiuso il gas o la portiera della macchina? Quando, però, le ossessioni assumono la forma di un malessere che interferisce pesantemente con la nostra vita può diventare estenuante farci i conti.

 

Messaggio pubblicitario Il testo Vincere le ossessioni dello psicoterapeuta cognitivo comportamentale Gabriele Melli rappresenta un manuale di auto aiuto concepito con serietà: non offre ricette facili e vaghe, ma si basa su evidenze scientifiche, fornendo informazioni puntuali e proponendo strategie di intervento mirate.

Il libro è pensato per essere utilizzato sia da soli che con il supporto e la guida di un terapeuta.

Vincere le ossessioni: struttura del libro

Il libro è suddiviso in tre sezioni. La prima sezione presenta una panoramica rispetto alle caratteristiche del disturbo ossessivo compulsivo; vengono spiegate in modo preciso e semplice, comprensibile anche ai non addetti ai lavori, le premesse teoriche su cui si basano i protocolli di intervento.

La seconda sezione costituisce il programma di auto aiuto vero e proprio, fondato sui presupposti della terapia cognitivo comportamentale, mentre la terza ed ultima sezione contiene una serie di indicazioni utili rivolte non solo alle persone che soffrono del disturbo, ma anche ai familiari.

Il testo include una parte specificamente rivolta ai familiari perché il loro supporto è importante per aiutare la persona ad affrontare il disturbo; in questo quadro dobbiamo tenere presente che, solitamente, le persone che soffrono di ossessioni fanno ai familiari e agli amici costanti richieste di essere rassicurati rispetto alle proprie preoccupazioni. Il conforto momentaneo che nasce dall’aver ricevuto delle conferme può, a lungo termine, rafforzare, invece che far diminuire, l’intensità del malessere.

Può accadere che le persone, ormai abituate a convivere con i propri comportamenti ossessivi, abbiano scarsa motivazione ad affrontare il problema; come sempre ammettere di avere un problema è il primo passo per risolverlo. Chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) tende anche ad evitare attivamente quelle situazioni che innescano le ossessioni, per cercare di controllare i pensieri ossessivi e di non essere costretto a compiere i rituali “scaccia ansia”.

Vincere le ossessioni: le manifestazioni del disturbo

Nella pratica clinica le modalità più frequenti in cui il disturbo può manifestarsi sono le seguenti:

  • Disturbi da contaminazioneossessioni e compulsioni che hanno per tema la paura di essere contagiati o contaminati da sostanze tossiche o nocive; per scongiurare questo timore vengono messi in atto rituali di lavaggio e pulizia;
  • Disturbi del controllo – coazione ad effettuare controlli ripetuti, senza reale necessità, per prevenire incidenti o eventi indesiderati;
  • Superstizione eccessiva – pensieri superstiziosi secondo i quali compiere o meno determinati gesti, pronunciare o non pronunciare alcune parole o vedere o non vedere certe cose sia determinante per il verificarsi di specifici eventi indesiderati;
  • Ordine e simmetria – incapacità di tollerare che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico;
  • Accumulo/accaparramento – bisogno di conservare e accumulare oggetti inservibili, privi di valore anche sentimentale e di reale utilità pratica;
  • Ossessioni pure – pensieri o immagini in cui la persona attua comportamenti che considera indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti;
  • Compulsioni mentali – rituali mentali (contare, pregare, ripetersi frasi, formule, pensieri positivi o numeri fortunati), per scongiurare la possibilità che si verifichino eventi temuti.

Vincere le ossessioni: come capire quando farsi aiutare

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il programma di trattamento proposto inizia con una prima fase di autovalutazione, attraverso la consultazione di tabelle molto chiare ed esaustive; l’autovalutazione è finalizzata a chiarire sia la natura dei sintomi che il loro livello di intensità, in modo da capire se sia possibile trattare il problema da soli o se, invece, sia il caso di consultare un terapeuta.

La differenza tra una preoccupazione negativa normale, per quanto inverosimile e un pensiero ossessivo non è nella sua natura, ma nella frequenza con cui si ripresenta alla mente; la persona, dato che non riesce a sopportare la rappresentazione mentale del rischio, mette in atto dei comportamenti per scongiurarne il verificarsi e per abbassare l’ansia. Il sollievo momentaneo causato dall’attuazione dei rituali induce la persona a metterli in atto sempre più spesso, diventandone dipendente. Si innesca un circolo vizioso in cui la provvisoria diminuzione dell’ansia a breve termine produce un innalzamento dell’ansia a lungo termine.

Il programma di trattamento non può, di conseguenza, che comportare l’esposizione, in misura graduale e sufficientemente tollerabile, a stimoli che evocano un certo grado di ansia. Alla luce di queste premesse il lettore viene addestrato a comporre il proprio personale programma di trattamento, selezionando gli stimoli cui esporsi e formulando obiettivi realistici e affrontabili.

Nella parte finale, il libro Vincere le ossessioni offre anche, per chi volesse ulteriormente approfondire, una bibliografia di auto aiuto, dei siti da cui attingere ulteriori informazioni e i riferimenti dell’Associazione Italiana Disturbo Ossessivo-Compulsivo (AIDOC).

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 1, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

Disturbo ossessivo-compulsivo un modello psicoterapico integrato

Un trattamento psicoterapico integrato del disturbo Ossessivo-Compulsivo: Schema Therapy e Terapia Cognitiva

Disturbo ossessivo-compulsivo: le ultime ricerche mettono in luce come un trattamento integrato tra tecniche e concettualizzazione cognitiva e Schema Terapy sarebbero efficaci nella risoluzione sintomatica per il paziente DOC

Bibliografia

  • Melli, G. (2018). Vincere le ossessioni. Capire e affrontare il disturbo ossessivo compulsivo. Trento: Erickson.

State of Mind © 2011-2018 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario DEFAULT SU NETWORK FORMAZIONE
Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA 2 - footer right

Messaggio pubblicitario

Sono citati nel testo

Categorie