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Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale (2018) – Recensione del libro

Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale (2018) di Barbato e Di Natale spiega cos'è la Psicologia Digitale. Passando in rassegna gli strumenti della realtà virtuale e dell'intelligenza artificiale, mostra ai colleghi psicologi un'opportunità di impiego delle nuove tecnologie

ID Articolo: 158261 - Pubblicato il: 11 ottobre 2018
Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale (2018) – Recensione del libro
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Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale si colloca tra i primi contributi di un settore emergente, la Psicologia Digitale. Quest’ultima è un’area di ricerca e intervento che analizza l’effetto dei nuovi media sul funzionamento mentale, comportamentale e relazionale di tutti noi

 

La Psicologia Digitale analizza gli effetti dei nuovi media ma non si focalizza necessariamente sulle connotazioni patologiche e applica queste conoscenze anche alla creazione e all’utilizzo di nuovi strumenti che possano coadiuvare e affiancare il clinico nella sua attività con pazienti con diversi tipi di problematiche, oltre che promuovere la conoscenza e l’importanza del benessere psicologico.

Finestre sul futuro: i temi trattati dal libro

Messaggio pubblicitario Si tratta di tool flessibili che si adattano ai diversi approcci ed interpretazioni: la loro forza risiede non nelle loro premesse teoriche formali quanto nel fornire un mezzo adattabile e versatile. Sebbene l’approccio cognitivo comportamentale si sia dimostrato il modello più adattabile, probabilmente perché già di per sé strutturato, anche approcci psicoanalitici possono trarne beneficio, un esempio fra tutti riguarda le sessioni ipnotiche online.

Questo libro ci propone in modo snello e sintetico un cammino nel mondo digitale che si sviluppa lungo due filoni: da un lato Barbato e Di Natale ci raccontano e spiegano da dove nascono e come si sono sviluppati realtà virtuale e intelligenze artificiali, con brevi excursus sulla loro storia ed evoluzione; dall’altro approfondiscono questi temi in maniera molto concreta e pratica analizzando gli interventi e gli strumenti psicologici e psicoterapeutici online ora a disposizione dei clinici, in particolare e-therapy, realtà virtuale (VR) e intelligenza artificiale (IA). Proprio questi ultimi sono il focus su cui si concentra il libro.

La Psicologia Digitale e l’e-therapy

L’e-therapy, termine con il quale ci si riferisce agli interventi psicoterapeutici web-mediati, non sostituisce la terapia vis à vis né si è mai proposta di aspirare a modello terapeutico esclusivo. Quello che sottolineano Barbato e Di Natale è che a fronte di alcuni anni in cui il dibattito sulla sua valenza si è focalizzato su una contrapposizione tra quest’ultima e la terapia face-to-face, si è ora passati a evidenziare che l’e-therapy permette l’avvicinamento, la sensibilizzazione e l’educazione su diversi fronti. Utilizzare una realtà mediata dal computer permette infatti di raggiungere persone che prima non erano a conoscenza di un’opportunità terapeutica o diffidenti circa il reale beneficio che possono trarne, oppure, dato che l’e-therapy permette di abbattere barriere fisiche e materiali (dato che è fattibile praticamente in qualsiasi luogo e a costi ridotti), consente di raggiungere persone con limitata capacità di spostamento o poco abbienti. Non da ultimo la possibilità di praticarla in luoghi più riservati rispetto a centri clinici o studi elude lo stigma sociale che purtroppo ancora si associa a chi si rivolge al “medico dei pazzi”, permettendo anche a chi si sentirebbe a disagio per il solo fatto di essere in terapia di non avere questo ostacolo. In generale, gli strumenti più utilizzati vanno dalle email alle chat, a Skype o MSN; proprio alle forme di comunicazione scritta Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale dedica un approfondimento in cui sono spiegate le possibili problematiche e vengono forniti suggerimenti pratici su come preservare la prestazione terapeutica senza dimenticare la tutela della privacy, tema sensibile su cui è bene tenersi sempre aggiornati soprattutto quando vengono coinvolte forme di comunicazione mediata che aprono nuovi scenari (si pensi ad esempio al fatto che software come Skype conservano automaticamente le nostre conversazioni).

Per disciplinare e dare agli iscritti dei mezzi per meglio comprendere ed utilizzare le potenzialità del mondo virtuale, l’Ordine degli Psicologi lo scorso anno ha pubblicato per la prima volta delle Linee Guida (Digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web, CNOP 2017) che offrono agli psicologi delle raccomandazioni su come praticare al meglio l’intervento psicologico digitalizzato.

Finestre sul futuro: le potenziaità della realtà virtuale

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA La realtà virtuale (VR) poi può essere considerata quasi un medium a sé, caratterizzato da senso di presenza, immersività e trasparenza. Senso di presenza che si riassume nella capacità di mettere in atto delle intenzioni motorie, la percezione di un ambiente vivido e reale e la percezione di elementi significativi e rilevanti: in definitiva la sensazione di essere realmente all’interno di questo ambiente. La VR è un medium immersivo e trasparente perché l’esperienza virtuale è così coinvolgente e ‘avvolgente’ che la persona dimentica l’esistenza del medium stesso ed è completamente immersa a livello sensoriale e percettivo nel mondo virtuale.

Il termine realtà virtuale si riferisce ad un ambiente tridimensionale virtuale, quindi generato dal computer, in cui i soggetti possono interagire con l’ambiente come se fossero realmente in esso. L’interazione rappresenta l’utente come parte attiva della sua esperienza e gli consente di sperimentare in un ambiente sicuro situazioni che egli stesso percepisce come reali in ambienti che hanno le stesse caratteristiche degli ambienti reali. Proprio la validità ecologica è uno dei vantaggi fondamentali della VR, oltre alla sua flessibilità, date le infinite possibilità di simulazioni e alla registrazione delle esperienze utile soprattutto per analizzare i dati.

I campi di applicazione, secondo Barbato e Di Natale sono molteplici perché la VR permette di praticare protocolli di intervento controllati, adattati alle specificità del singolo paziente e gli stimoli possono essere presentati gradualmente secondo necessità. Ci sono evidenze che sia un valido aiuto nel trattamento di diversi disturbi, da quelli di ansia, a quelli alimentari fino ad arrivare agli ambiti dello sport e della riabilitazione neuropsicologica.

Finestre sul futuro: le intelligenze artificiali

Infine, Barbato e Di Natale dedicano altro spazio del libro Finestre sul futuro. Fondamenti di Psicologia Digitale alle intelligenze artificiali (IA). Probabilmente si fa prima a fare degli esempi delle sue applicazioni che a definirla (si pensi ai dispositivi wearable per esempio), ma in breve possiamo dire che per IA si intende un qualsiasi hardware o software che svolge compiti tipicamente umani. Tali compiti possono essere dominio specifici (IA debole), per cui l’IA replica molto bene solo un singolo aspetto dell’intelligenza umana, oppure ad un livello superiore l’IA (detta in questo caso forte) può replicare le abilità cognitive umane necessarie alla risoluzione di compiti nuovi e non familiari, attività di problem solving tipicamente umana. Le applicazioni in ambito clinico più recenti sono i chatbot come Woebot, ovvero IA con le quali un utente può interagire in chat tramite apposita App o Messenger di Facebook. Il vantaggio è che sono disponibili sempre e ovunque, naturalmente vanno visti più come un supporto in un momento di emergenza che come strumenti terapeutici in sé.

E-therapy, VR e IA sono strumenti utili che possono supportare il clinico nel suo dialogo col paziente e che non potranno mai sostituirsi ad esso.

Lo psicologo contemporaneo dovrebbe avere un atteggiamento di apertura e consapevolezza nei confronti di questi tool e dei nuovi media, di conoscenza e approfondimento circa le nuove opportunità di oggi e di domani, senza sottovalutare quanto nella pratica professionale sia necessario essere al passo con le trasformazioni culturali e sociali come quella che ci sta portando l’evoluzione digitale.

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Bibliografia

  • Barbato, S., Di Natale, L. (2018). Finestre sul futuro. Fondamenti di psicologia digitale. Alpes Italia.
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