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Mindfulness e mindful eating nella prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità – Congresso SITCC 2018

Le pratiche di mindfulness applicate specificamente ai disturbi dell’alimentazione permettono agli individui di differenziare i correlati fisiologici delle emozioni da quelli di fame e sazietà, aspetti rilevanti nel processo di cambiamento nei DA e nell’obesità, molto spesso caratterizzati da una scarsa consapevolezza.

ID Articolo: 158193 - Pubblicato il: 04 ottobre 2018
Mindfulness e mindful eating nella prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità – Congresso SITCC 2018
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Mindfulness e mindful eating nella prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità

Alessia Minniti

 

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I comportamenti alimentari problematici, come binge eating, craving, emotional eating ed external eating caratterizzano alcuni Disturbi dell’Alimentazione (DA) e l’obesità, così come popolazioni non cliniche che possono quindi essere a rischio di sviluppare una di queste patologie. Negli ultimi anni la ricerca sull’utilizzo di mindfulness e mindful eating nell’ambito di questi disturbi è cresciuta ampiamente dando un primo, anche se timido e preliminare, riscontro positivo in termini di efficacia. Le pratiche di mindfulness applicate specificamente all’alimentazione permettono agli individui di differenziare i correlati fisiologici delle emozioni da quelli di fame e sazietà, aspetti rilevanti nel processo di cambiamento nei DA e nell’obesità, che sappiamo essere molto spesso caratterizzati da una scarsa consapevolezza enterocettiva. In questo senso possono essere concepite anche come interventi efficaci in ambito preventivo, per allenare quelle abilità fondamentali nel prevenire veri e propri disturbi. I potenziali meccanismi d’azione studiati, anche attraverso metodiche di neuroimaging, sono stati individuati in: 1) un’aumentata consapevolezza, accompagnata da maggiore responsività, degli stimoli fisiologici interni 2) una maggiore consapevolezza, e ridotta responsività, degli stimoli emotivi interni e 3) una maggiore consapevolezza, e ridotta responsività, degli stimoli esterni e ambientali.

La relazione intende offrire una panoramica sugli studi presenti in letteratura sull’argomento e un accenno all’esperienza personale della relatrice di applicazione di un percorso di gruppo di mindful eating.

 

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