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Il giardino dell’umano. Counseling di Gruppo nelle Organizzazzioni (2017): una guida nella comprensione delle organizzazioni – Recensione del libro

Il libro Il giardino dell'umano (2017) di Scolamiero, Tomassini e Trentin propone una riflessione riguardo al processo di trasformazione interiore che il counseling organizzativo mira a favorire. Per aiutare il lettore nella comprensione di questo percorso viene riportata anche l’esperienza concreta di Sogei S.p.A.

ID Articolo: 158382 - Pubblicato il: 12 ottobre 2018
Il giardino dell’umano. Counseling di Gruppo nelle Organizzazzioni (2017): una guida nella comprensione delle organizzazioni – Recensione del libro
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Il giardino dell’umano è un testo che offre, in un clima di sviluppo di nuove tendenze nel counseling di gruppo per le organizzazioni, un insieme di metodi per facilitare il benessere e l’accettazione, un insieme di capacità come l’ascolto e la cooperazione. Offre uno stimolo allo sviluppo personale e alla risoluzione di problemi nel luogo di lavoro.

 

Il giardino dell’umano: mentoring, coaching e counseling

Messaggio pubblicitario Nel capitolo 1 de Il giardino dell’umano, viene proposta una descrizione degli inquadramenti teorici che sostengono i diversi approcci culturali del counseling organizzativo.

Esistono differenze significative tra mentoring, coaching e il counseling.

Il mentoring nasce nel contesto universitario ed è quell’attività di sostegno culturale-scientifico (nelle università) o professionale (nelle aziende) che un esperto in un dato campo culturale/professionale trasmette ad un collega junior, aiutandolo ad apprendere determinate competenze grazie al lavoro di affiancamento che svolgono insieme. Il mentoring si basa pertanto sull’accettazione di una modalità di supporto gerarchica, in cui una persona riconosce la maggiore competenza culturale dell’altra e gli si affida proprio per questo.

Il coaching nasce nell’ambito sportivo (Gallway, 1974) ed è poi stato traslato nel management; è una modalità di sostegno individualizzato, finalizzato a migliorare un qualche tipo di performance manageriale. Nel coaching il cliente (coachee) è in rapporto paritario con il coach.

Il counseling, come sappiamo, nasce nel campo socio-formativo (Parsons, 1906) e rappresenta una relazione d’aiuto non direttiva in cui il counselor facilita l’empowerment del cliente mediante un’esplorazione della criticità che il cliente porta e della successiva individuazione di risorse personali da poter utilizzare per far fronte al problema e identificare delle soluzioni possibili.
Il counseling di gruppo riesce a stimolare aspetti cognitivi ed emozionali in misura diversa e più efficace di altre modalità, va a costruire un autenico sviluppo personale all’interno di un processo di crescita fondato sulla consapevolezza e sulla padronanza delle proprie risorse cognitive, corporee ed emotive, in un’ottica di potenziamento complessivo della persona rispetto alle situazioni attuali e future.

L’individualizzazione fonte di tensione

Nel capitolo 2 si affronta la questione del rapporto tra persone e organizzazione mettendo al centro la questione dell’individualizzazione come fonte di tensioni di difficile gestione.

Il punto centrale dello schema di intervento riguarda necessariamente la correlazione dell’azione individuale con il contesto. Lo schema indica da un lato l’agency – l’agire, i flussi delle condotte individuali – dall’altro la structure – l’insieme delle regole e delle risorse nonché dei condizionamenti e delle facilitazioni che il contesto offre all’agency. (Giddens, 1991, 1994)

La crescita individuale all’interno del gruppo avviene sulla base di una varietà di pratiche e interazioni che consentono ai partecipanti di riconoscere ed elaborare i propri vissuti, i propri pensieri e comportamenti, ed evolvere scoprendo nuovi nessi e significati, in se stessi e nella relazione con gli altri.

Il counseling e la trasformazione interiore

Nel capitolo 3 de Il giardino dell’umano, vengono proposte alcune riflessioni inerenti al processo di trasformazione interiore che il counseling organizzativo si propone di favorire.

Per ‹conoscere› la realtà non puoi starne fuori e definirla; devi entrarci dentro, esserla, sentirla. (Alan W. Watts)

La dimensione più importante di lavoro è l’ascolto profondo nei gruppi, che consente ai partecipanti di osservare onestamente se stessi, quindi sperimentare nuove parti di sé. Ascoltare profondamente, significa incontrare gli altri con curiosità, sospendendo il giudizio e creando spazio per il nuovo.

L’ascolto nel counseling di gruppo rappresenta quindi la leva grazie alla quale il singolo e il gruppo nel suo insieme progrediscono gradualmente verso una maggiore autenticità e intimità. Quando il gruppo in counseling sviluppa una qualità di ascolto profondo, i partecipanti scoprono una diversa capacità di lavorare insieme.

Essere consapevoli, in ascolto, presenti a ciò che stiamo vivendo, ci permette di accedere ad una conoscenza più ampia di noi stessi e della realtà, consentendo a idee e intuizioni di emergere.

La dimensione dell’accettazione ci permette infine di attuare il cambiamento. La dimensione spirituale in ultimo vede la ricerca di “scopo” spesso coincidere con un’evoluzione dello sguardo, un ampliamento della visione che consente di riconoscere l’interconnessione che lega tutte le cose e favorisce un contatto più ricco con ciò che viviamo.

Il counseling di gruppo organizzativo si configura anch’esso come metodologia principalmente dedicata a una trasformazione profonda che coinvolge l’atteggiamento mentale (mindset) della persona, il suo approccio nelle differenti situazioni di vita e relazione, sulla base di un modello di lavoro basato sulla sperimentazione e sull’apprendimento riflessivo.

Il giardino dell’umano: le attività per i gruppi

Nel capitolo 4 de Il giardino dell’umano, viene proposta un’esemplificazione di “attività possibili” da realizzare nei gruppi di counseling organizzativo, qui sintetizzata genericamente per punti:

  1. Analisi della domanda: ascolto delle esigenze tramite questionari strutturati, focus group o colloqui individuali
  2. Progettazione di un percorso di counseling di gruppo attraverso un disegno generale del percorso, la composizione dei gruppi e una suddivisione in ulteriori sottogruppi così da facilitare i processi di approfondimento, esplorazione, presa di decisione e creatività. La durata dell’intervento va da un minimo di tre ad un massimo di dieci incontri
  3. Il processo di counseling deve continuamente accogliere, stimolare, sostenere il gruppo e i suoi componenti
  4. L’intervento di counseling è stato efficace se le risposte dei partecipanti vengono in maniera continuativa stimolate ponendo domande sul livello di gradimento e soddisfazione del percorso. Anche i lavori dei partecipanti e i feedback dati al commitente rappresentano uno strumento di rilevazione di efficacia del percorso.

Nel capitolo 5 de Il giardino dell’umano, viene compiutamente descritta l’esperienza realizzata in Sogei S.p.A.

Il capitolo 6 del libro amplia le considerazioni e gli esempi a livello internazionale, permettendo al lettore di comprendere quanto lo strumento si stia diffondendo e con quali modalità ed obiettivi.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il percorso di counseling di gruppo in un’organizzazione integra una gestione tradizionale, aperta e consapevole del gruppo-cliente con molteplici attività esperienziali finalizzate a stimolare la partecipazione emotiva, cognitiva e corporea dei membri del gruppo.

Il fine ultimo è lo sviluppo di una sana consapevolezza della persona rispetto alle scelte di vita che possano facilitare il raggiungimento e il mantenimento del benessere.

La gentilezza, in tutti i suoi aspetti, può diventare una straordinaria avventura interiore che cambia in modo radicale la nostra maniera di pensare e di essere e ci fa fare molti passi avanti nella nostra crescita personale e interiore […] sembra una cosa da niente, un peso leggero, invece è un fattore centrale nella nostra esistenza perlomeno se la intendiamo nel significato esteso della parola. Ha un sorprendente potere di trasformarci, forse più di qualsiasi altro atteggiamento o di qualsiasi tecnica di cui veniamo in possesso (Ferrucci, 2004, p. 9).

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Bibliografia

  • Gallway, T. (1974). The inner game of tennis. New York: Random House.
  • Parsons, F. (1909). Choosing a Vocation. Boston: Houghton Mifflin Co.
  • Scolamiero, A.R., Tomassini, M., Trentin, P. (2017). Il giardino dell’umano. Counseling di Gruppo nelle Organizzazzioni. Editore Alpes Italia
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