Cognitivismo Clinico n. 2, Dicembre 2017: l’ editoriale – Ricerca e psicoterapia

Nell'ultimo numero di Cognitivismo Clinico sono presentate le 7 tesi di Laurea Magistrale premiate da SITCC Lazio, a testimonianza dell'importanza della ricerca in psicoterapia. Tra gli argomenti trattati: ruminazione nella fobia sociale e nella depressione, procastinazione, DOC, mente non accettante.

ID Articolo: 154374 - Pubblicato il: 30 aprile 2018
Cognitivismo Clinico n. 2, Dicembre 2017: l’ editoriale – Ricerca e psicoterapia
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Questo numero speciale di Cognitivismo Clinico è dedicato alla presentazione di sette lavori, sei dei quali sono tesi magistrali che hanno ricevuto il Premio “Fare e Conoscere la Ricerca in Psicoterapia Cognitiva” indetto dalla sezione regionale Lazio della Società Italiana di Terapia Comportamentale Cognitiva (SITCC Lazio) nel 2017.

Roberta Trincas

 

Messaggio pubblicitario La SITCC è una società scientifico-professionale che ha come oggetto sociale la promozione delle attività che conducono a un approfondimento degli aspetti teorici, metodologici, clinici e applicativi nell’approccio cognitivo e comportamentale alle tematiche e ai problemi psicologici, psichiatrici e sociali. Tale mandato statutario rispecchia la profonda convinzione della necessità imprescindibile di collegare l’intervento terapeutico alle conoscenze sulle strutture e sui processi mentali messi in luce dalla ricerca scientifica in ambito psicologico e all’obbligo di proporre trattamenti di dimostrata efficacia. Al fine di incoraggiare e promuovere la ricerca in psicoterapia cognitiva e, più in generale, nella psicopatologia sperimentale, e contribuire alla diffusione di una cultura psicoterapeutica fondata sulla ricerca sperimentale, da due anni la SITCC Lazio organizza il Premio “Fare e Conoscere la Ricerca in Psicoterapia Cognitiva” riservato a tesi magistrali inerenti ricerche sugli esiti e sul processo terapeutico in psicoterapia cognitiva, e sui processi psicologici che generano e mantengono la psicopatologia.

Non ha partecipato al concorso per il Premio “Fare e Conoscere la Ricerca in Psicoterapia Cognitiva”, l’articolo “La mente non accettante” anche se deriva dalla tesi magistrale di Elio Carlo, relatore Francesco Mancini, perché la tesi è stata presentata dopo la chiusura dei termini per partecipare alla selezione.

In questo numero di Cognitivismo clinico verranno presentati sette lavori inerenti temi diversi, tra cui la procrastinazione, la ruminazione e il suo ruolo nella fobia sociale, il problema secondario nella fobia sociale, il disgusto nel Disturbo Ossessivo Compulsivo, i bias di memoria nella Depressione, i processi cognitivi alla base della “mente non accettante”.

Cognitivismo clinico presenta le testi di Laurea premiate

  • Il lavoro di Salvatori sulla procastinazione

Nel primo lavoro Salvatori presenta un’interessante rassegna sulle origini della procrastinazione, sui relativi meccanismi psicopatologici e sulle tecniche di intervento cognitivo comportamentali. In particolare in questo lavoro si sottolinea la trasversalità di questo processo, che accomuna diverse forme di psicopatologia come fattore di vulnerabilità e di mantenimento.

  • La ruminazione nella fobia sociale: Aquino e Liguoro con Couyoumdjian

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il secondo lavoro presentato nell’ultimo numero di cognitivismo clinico da Aquino e Couyoumdjian è una ricerca che prende in considerazione il ruolo che la ruminazione ha nel mantenimento della fobia sociale. Nello specifico hanno confrontato un gruppo di fobici sociali con un gruppo di soggetti non clinici per verificare l’ipotesi di una differente variabilità cardiaca e attivazione fisiologica associata alla ruminazione post-evento.

Il terzo lavoro di Liguoro e Couyoumdjian esamina il ruolo della ruminazione come fattore di mantenimento della fobia sociale. Nello specifico viene indagato l’effetto della ruminazione sul valore personale e sul tono dell’umore, e si osserva come il pensiero ripetitivo incrementi stati emotivi negativi, pensieri negativi e autocritica.

  • Il secondario nella fobia sociale: Morticcioli e Couyoumdjian

Anche il quarto lavoro di Morticcioli e Couyoumdjian prende in esame gli effetti del problema secondario nel mantenimento della sintomatologia della fobia sociale, tuttavia gli autori si concentrano sull’efficacia di alcune tecniche di intervento orientate alla riduzione del secondario. In sintesi, osservano che le tecniche di defusione risultano essere più efficaci rispetto all’esposizione.

  • Disgusto e DOC: Ferracuti e Couyoumdjian

Ferracuti e Couyoumdjian, nel quinto studio presentato su Cognitivismo Clinico, si propongono di differenziare i correlati psicofisiologici del disgusto morale confrontando soggetti con diagnosi di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) e soggetti con DOC di Personalità. Effettivamente dai risultati i due disturbi si differenziano per attivazione di sistemi psicofisiologici con caratteristiche differenti.

  • Bias mnestici nel disturbo depressivo: Torre e Couyoumdjian

La sesta tesi magistrale qui presentata di Torre e Couyoumdjian ha indagato i bias mnestici nel disturbo depressivo indagandone l’associazione con gli stili di personalità di Blatt analitico e introiettivo. Gli autori hanno osservato che i depressi hanno difficoltà a ricordare singoli episodi passati, e mostrano un bias verso i ricordi a contenuto negativo, ciò riguarda soprattutto i depressi-dipendenti.

  • La mente non accettante: Mancini e Carlo

Infine, l’ultimo lavoro sviluppato da Mancini e Carlo presenta un interessante modello della “mente non accettante”, che comprende le strategie cognitive e gli stili di ragionamento che ostacolano il disinvestimento da scopi compromessi o minacciati. In altre parole, prendendo spunto dalla Hyper Emotion Theory e dalle ben note strategie cognitive precauzionali, gli autori forniscono una chiara lettura dei meccanismi cognitivi della “mente non accettante”, che sarebbero alla base dello sviluppo dei disturbi emotivi e, soprattutto, del loro mantenimento e aggravamento.

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