I più comuni vissuti psicosomatici della gravidanza: cosa comunica il corpo

I sintomi in gravidanza di natura psicosomatica si manifestano quando alcune emozioni, ansie, conflitti non vengono accolti ed espressi e per questo vengono espressi attraverso il corpo.

ID Articolo: 152586 - Pubblicato il: 13 marzo 2018
I più comuni vissuti psicosomatici della gravidanza: cosa comunica il corpo
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I sintomi in gravidanza di natura psicosomatica si manifestano quando alcune emozioni, ansie, conflitti non vengono accolti ed espressi e per questo vengono espressi attraverso il corpo. Le paure più frequenti sono quelle relative al parto, al timore di non essere delle brave madri o di perdere la propria vita precedente.

 

Le emozioni e i cambiamenti che caratterizzano la gravidanza

Messaggio pubblicitario La gravidanza è un periodo nella vita della donna, caratterizzato da molteplici cambiamenti a livello sia fisiologico che psicologico e spesso essi risultano interrelati tra loro. Sin dalle prime fasi della gravidanza ci si interroga su come dovrebbe essere un buon genitore e se si sarà in grado di rispondere a tali modelli. In questo periodo più che mai si riattualizzano i ricordi legati alla propria infanzia e al rapporto con i propri genitori e possono riemergere conflitti non elaborati nelle fasi precedenti dello sviluppo (Imbasciati, Cena, 2015).

Ad essi, si associano dubbi, perplessità, ansie che se hanno la possibilità di emergere e di essere accettati ed elaborati per quello che sono, preservano maggiormente il benessere psico-fisico delle donne. Infatti, le mamme che tendono ad idealizzare completamente la nascita di un bambino, mettendo a tacere e negando eventuali preoccupazioni o vissuti ambivalenti che possono insorgere, sono quelle più a rischio di lievi disturbi (Finzi, Battistin, 2011). La soluzione può essere quella di porsi nei confronti della gravidanza e dei cambiamenti che essa porta con sé con un sentimento di accettazione dei molteplici e ambivalenti vissuti emotivi e psichici che possono emergere, senza temere o sopprimere eventuali paure, perplessità o ostilità che alle volte possono insorgere e che definiscono la complessità della maternità.

Da ciò si deduce come le modificazioni somatiche e i vissuti psichici si influenzino reciprocamente durante tutto il periodo della gravidanza e del parto. Sia il corpo che l’immagine di sé subiscono dei cambiamenti: l’aumento del peso, il senso di affaticamento, le modifiche apportate al proprio stile di vita possono essere vissuti dalle donne in modi differenti e alle volte può succedere che prevalga la sensazione di essere poco attraenti o il timore che non si riacquisterà più la propria forma fisica. In questo caso la propria identità femminile può risultare compromessa e il vissuto può essere quello di non accettazione di sé e del proprio corpo che cambia.

I sintomi in gravidanza

Uno dei sintomi in gravidanza che frequentemente lamentano le donne soprattutto nel primo trimestre sono le nausee: se da un lato sono legate principalmente ai cambiamenti ormonali tipici della gestazione, dall’altro sono alle volte espressione di sentimenti ambivalenti nei confronti della maternità; il timore degli sconvolgimenti che porta con sé l’arrivo di un bambino e la paura di non essere in grado di farvi fronte, possono comportare un’ambivalenza tra l’accettazione e il rifiuto della gravidanza e del bambino stesso (Benedek, 1952).

Un altro dei sintomi in gravidanza è l’ipersonnia, piuttosto frequente nel primo trimestre e può essere legata all’adattamento psico-fisico della donna allo stato gravidico ma può anche essere interpretata alle volte come un’identificazione con il feto o uno stato regressivo (Imbasciati, Cena, 2015).

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Altri studi si sono, invece, soffermati sull’ansia e lo stress della mamma mettendoli in relazione con alcune possibili complicanze ostetriche, con il prolungamento del travaglio, con il basso peso del bambino alla nascita e con il parto prematuro (Standley e al., 1979; Bogetto e al., 2004, Paalberg e al., 1999). L’ansia e lo stress in gravidanza sembrano anche essere predittivi del temperamento difficile e di problemi comportamentali del bambino nei primi mesi e anni di vita.

I sintomi in gravidanza di natura psicosomatica, dunque, si manifestano quando alcune emozioni, ansie, conflitti non vengono accolti ed espressi e per questo vengono espressi attraverso il corpo. Le paure più frequenti sono quelle relative al parto, al timore di non essere delle brave madri o di perdere la propria vita precedente. Le preoccupazioni, i dubbi e i sentimenti ambivalenti sono molto comuni tra le donne in gravidanza, e talvolta possono generare stati ansiosi di diversa intensità o essere responsabili di alcune sintomatologie fisiche. Esprimerli, accoglierli, elaborarli in una dimensione sia individuale che di coppia costituisce un importante passo per salvaguardare il proprio benessere psico-fisico e quello del bambino.

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Bibliografia

  • Benedek, T. (1952). “The psychosomatic implications of the primary unit: mother-child”. American Journal Orthopsychiatry, 19, 642-654.
  • Bogetto, F., Salvi, V., Maina,G. (2004). Disturbi d’ansia e disturbi dell’umore in gravidanza: terapie farmacologiche e non farmacologiche, in Bendetto, C., Massobrio, M. (a cura di), Psicosomatica ostetrica e ginecologica, CIC, Roma.
  • Anna Maria Della Vedova, Benedetta Ducceschi, Nicoletta Pelizzari, Bruno Mario Cesana, Antonio Imbasciati (2008). Sintomi d’ansia e depressione in gravidanza: rilevazione di un campione di gestanti italiane. Psychofenia, 11, 19.
  • Finzi, S.V., Battistin, A.M. (2011). A piccoli passi. Oscar Mondadori.
  • Imbasciati, A., Cena, L. (2015). Psicologia clinica perinatale per le professioni sanitarie e psicosociali. Franco Angeli editore.
  • Paalberg, K.M., Vingerhoets, A.J., Passchier, J., Dekker, G.A. e al. (1999). Psychosocial predictors of low birth weight: a prospective study. Br. J. Obstet. Gynaecol., 106, 834-41.
  • Standley., K., Soule, B., Copans, S.A. (1979). Dimension of prenatal anxiety and their influence on pregnancy outcome. American Journal of Obstetrics and Gynaecology, 135, 22-26.
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