Cosa succede nel cervello di un bambino a seguito di un ictus perinatale?

Uno studio della Georgetown University ha trovato che soggetti adulti colpiti in passato da un ictus perinatale, utilizzano il lato destro del cervello per elaborare il linguaggio e svolgere altre funzioni ad esso connesse a seguito del danneggiamento dell’emisfero sinistro

ID Articolo: 152512 - Pubblicato il: 07 marzo 2018
Cosa succede nel cervello di un bambino a seguito di un ictus perinatale?
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Un infarto cerebrale in un bambino non ha lo stesso impatto duraturo di un ictus in un adulto: uno studio ha rivelato che, decenni dopo un ictus perinatale, adolescenti o giovani adulti colpiti utilizzano la parte destra del cervello per svolgere le funzioni linguistiche, tipicamente localizzate a sinistra.

 

La nascita è in generale un momento difficile per il cervello, durante questo evento infatti non è raro che un bambino subisca un ictus perinatale: almeno 1 su 4.000 bambini ne è colpito poco prima, durante o dopo la nascita.

Ictus perinatale e conseguenze a livello cerebrale: lo studio della Georgetown University

Messaggio pubblicitario Uno studio condotto dai ricercatori del Centro Medico della Georgetown University ha trovato che soggetti adulti in passato colpiti da un ictus perinatale, utilizzano il lato destro del cervello per elaborare il linguaggio e svolgere altre funzioni ad esso connesso a seguito del danneggiamento dell’emisfero sinistro.

I 12 soggetti esaminati, di età compresa tra i 12 e i 25 anni, che avevano subito un ictus perinatale nell’emisfero sinistro, utilizzano la parte destra del cervello per svolgere le funzioni linguistiche, le quali, nonostante ciò, non mostrano deficit particolari. Gli unici segni rivelatori della precedente sofferenza cerebrale sono rappresentati dalle difficoltà che alcuni soggetti mostrano durante lo studio o ancora dalla compromissione della funzionalità della mano destra (in seguito al danno avvenuto nella parte cerebrale sinistra, responsabile del controllo corporeo controlaterale). Altri soggetti mostrano disturbi nel funzionamento esecutivo, sintomo comune negli individui con lesioni cerebrali. Nonostante ciò le funzioni cognitive di base, quali ad esempio la comprensione o la produzione linguistica, risultano nella norma.

Gli studi di imaging inoltre hanno mostrato l’attivazione di regioni cerebrali nella parte destra, in particolare in aree identiche ma specularmente opposte rispetto a quelle del linguaggio lateralizzate tipicamente a sinistra.

Questi giovani cervelli erano molto plastici, ciò ha permesso di trasferire le basi del linguaggio in un’area sana, questo però non sta a significare che nuove aree possano essere localizzate nel lato destro del cervello in quanto riteniamo che ci siano limiti molto importanti su dove le funzioni possano essere trasferite – ha chiarito la Newport, che ha continuato – Ci sono regioni specifiche che prendono il sopravvento, a seconda della particolare funzione, quando una parte del cervello è deficitaria. Ogni funzione, come il linguaggio o le abilità spaziali, è localizzata in una particolare regione che può essere utilizzata qualora l’area cerebrale primaria sia danneggiata.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Le prospettive future mirano ad estendere lo studio ad un gruppo più ampio di partecipanti con una storia di ictus perinatale e intendono investigare le conseguenze degli infarti cerebrali su entrambi gli emisferi oltre a scoprire quali altre funzioni, in aggiunta al linguaggio, possano venire allocate nelle aree cerebrali non danneggiate.

Il gruppo di ricerca collabora inoltre a studi che potrebbero rivelare le basi molecolari della plasticità neurale. L’intento risulta estremamente interessante in quanto una maggior conoscenza riguardo la plasticità cerebrale potrebbe avere importanti implicazioni nella riabilitazione dei soggetti adulti in seguito ad un ictus.

 

 

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