Fissando il sole (2017), riflettere sui temi della sofferenza esistenziale e sulla paura della morte in psicoterapia

Fissando il sole è rivolto a chiunque non riesca a contrastare l’angoscia della morte. L'intento dell'autore, Irvin D. Yalom, è quello di spiegare come sia possibile trasformare la paura in risorsa per impedire che l’angoscia, rimanendo inascoltata, ostacoli la realizzazione personale dell’individuo.

ID Articolo: 152939 - Pubblicato il: 20 marzo 2018
Fissando il sole (2017), riflettere sui temi della sofferenza esistenziale e sulla paura della morte in psicoterapia
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Irvin D. Yalom, psichiatra, professore emerito alla Stanford University e scrittore, in Fissando il sole, come in molte altre sue opere, affronta diversi temi esistenziali perché, a suo parere, rivestono un ruolo importante nel creare sofferenza emotiva negli individui, un ruolo più rilevante di quanto gli venga in genere riconosciuto.

Letizia Mannino

Messaggio pubblicitario Già nel libro Existential Psyhotherapy del 1980 esamina quelli che a suo parere rappresentano dei temi importanti ai fini della psicoterapia: la morte, l’isolamento, il significato della vita e la libertà. In Fissando il sole approfondisce, invece, il tema della paura della morte che si può presentare in modo indiretto ad esempio sotto forma di inquietudine generalizzata, o nascosta dietro altri sintomi, oppure come sentimento cosciente di angoscia e in altri casi ancora come un timore che impedisce la realizzazione personale.

Nell’epigrafe all’inizio del libro è riportata la scritta “Le soleil ni la mort ne se peuvent regarder en face” (Né il sole né la morte si possono guardare fisso) di François de La Rochefoucauld, e tuttavia Yalom commenta:

Non raccomanderei a nessuno di fissare il sole, ma fissare la morte è un’altra faccenda. Puntare uno sguardo deciso e risoluto sulla morte è appunto il messaggio di questo libro.

Il suo intento è trasformare la paura in risorsa. Si tratta di affrontare una realtà ineluttabile per impedire che l’angoscia, rimanendo ‘inascoltata’, ostacoli la realizzazione personale dell’individuo. Ogni capitolo si conclude con una riflessione che ribadisce il vantaggio di ‘fissare il sole’.

Anche in Fissando il sole, così come nelle sue precedenti pubblicazioni, fa spesso riferimento al pensiero dei filosofi greci classici, che ritiene anche oggi attuale e di grande rilevanza. In effetti, i passaggi delle terapie che riporta rivelano quanto Yalom nella pratica clinica prenda spunto dalla filosofia.

Perchè leggere Fissando il sole?

Fissando il sole è rivolto a chiunque non riesce a contrastare l’angoscia della morte. Nel primo capitolo ne viene descritta la struttura, nel settimo capitolo si rivolge invece direttamente agli psicoterapeuti ma nonstante ciò è stato scritto in modo da risultare comprensibile a tutti i lettori.

Nel primo capitolo, Irvin Yalom racconta come, attraverso la sua esperienza professionale, ha avuto modo di osservare che la preoccupazione per la morte ha un andamento oscillante nelle diverse fasi dell’esistenza degli individui, presentandosi in forme diverse in relazione alle caratteristiche di personalità.

In questo primo capitolo (dice) mi preme sottolineare che la paura della morte crea problemi che in un primo momento possono non sembrare direttamente connessi con la mortalità. La morte ha una gittata lunga, con un impatto che spesso viene occultato. Anche se l’angoscia della morte può immobilizzare completamente alcuni di noi, spesso questa paura rimane in secondo piano e si esprime attraverso sintomi che sembrano non avere nulla a che fare con la mortalità.

Il capitolo si conclude con una sorta di augurio che contrasta con i sentimenti che spesso si associano a questo argomento:

Pertanto offro questo libro alla lettura con ottimismo. Credo che vi aiuterà a fissare la morte in faccia e, nel farlo, non solo ne ridurrete il terrore, ma arricchirete anche la vostra vita.

Attraverso lo stile usuale dell’autore, i diversi capitoli si susseguono alternando stralci di storie dei pazienti, considerazioni cliniche e riflessioni personali/autobiografiche. Fa da filo conduttore del libro il pensiero che “la consapevolezza della morte può essere un’esperienza di risveglio, un catalizzatore profondamente utile per cambiamenti importanti della nostra esistenza”.

Riconoscere l’angoscia della morte è titolo del secondo capitolo e, allo stesso tempo, ne sintetizza il contenuto. Attraverso la descrizione di casi clinici, viene mostrato in che modo l’angoscia della morte si può nascondere dietro altre paure, come per esempio quella dell’abbandono, di stare male, ecc. Talvolta può essere necessario un atteggiamento investigativo proprio perché la paura della morte può assumere forme diverse in relazione alla storia personale del soggetto.

Il terzo capitolo è dedicato a descrivere proprio l’esperienza del risveglio. Come esempio, tra gli altri, vengono citati alcuni famosi romanzi come Canto di Natale di Charles Dickens. Il protagonista Ebenezer Scrooge viene visitato nella notte dagli spiriti del Natale (quello passato, quello presente e quello futuro). Sognare come le persone reagiranno alla sua morte porta Scrooge ad avviare un processo di totale trasformazione delle sue abitudini di vita.
Le circostanze che possono sollecitare ‘l’esperienza del risveglio’ sono molteplici, in genere eventi intensi e pressanti come un lutto, una malattia grave, la rottura di una relazione, traumi, ricorrenze come alcuni compleanni (cinquanta, sessanta, ecc), alcuni incubi o sogni eccetera.

Il quarto e il quinto capitolo sono rivolti a illustrare come aiutare gli individui a riconoscere ed affrontare questa paura attraverso alcune idee e il potere della connessione con gli altri.

Nel sesto capitolo, Yalom, secondo il suo stile, racconta la sua personale esperienza in ordine al tema del libro, corredandola di ricordi e cenni autobiografici.

Infine il settimo capitolo è rivolto agli psicoterapeuti. Per Irvin Yalom le scuole di formazione non dedicano uno spazio adeguato alla trattazione dei temi esistenziali. A suo parere gli psicoterapeuti, di frequente, considerano la paura della morte come un timore che copre altre paure, mentre i temi legati al doversi confrontare con la condizione umana sono essi stessi causa di disagio emotivo e di psicopatologia.

L’approccio psicoterapeutico di Irvin Yalom

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Si può dire che proprio quest’ultimo è il nucleo dell’approccio proposto da Yalom: riconoscere una maggiore centralità dei temi esistenziali per comprendere le forme che può assumere la sofferenza umana, perché “noi umani siamo le uniche creature per le quali la propria stessa esistenza costituisce un problema.” Pertanto il concetto chiave è l’esistenza…
Per aiutare i pazienti ad affrontare i temi esistenziali, Irvin Yalom utilizza diverse strategie relazionali, pensieri di filosofi, aforismi e alcune idee che ha sperimentato come efficaci nella sua esperienza professionale. Una di queste idee è rappresentata dai ‘cerchi nell’acqua’.

L’immagine dei cerchi nell’acqua si riferisce al fatto che ciascuno di noi crea, spesso senza un intento consapevole e senza rendersene conto, dei cerchi concentrici di influssi che a loro volta possono influenzare gli altri per anni, persino per generazioni. Vale a dire che l’effetto che abbiamo sulle altre persone viene a sua volta passato ad altri, proprio come i cerchi nell’acqua di uno stagno continuano a svilupparsi finche non sono più visibili, anche se il movimento persiste a un livello impercettibile.

Ma non si tratta di lasciare la memoria della propria immagine o il proprio nome, “I cerchi nell’acqua, come li intendo io, si riferiscono invece all’idea di lasciare dietro di sé qualcosa dell’esperienza della propria vita, un qualche tratto, un frammento di saggezza, una guida, una virtù, una consolazione che viene trasmessa ad altri, conosciuti o ignari”.

Alcuni temi importanti

Un’altra idea che ritorna nelle pagine del libro è un’ affermazione di Otto Rank (allievo di Freud): “Alcuni rifiutano il prestito della vita per evitare di pagare il debito della morte. Un’idea suggestiva che sicuramente rappresenta bene l’atteggiamento di molte persone che sembrano rinunciare a vivere appieno, a realizzare i propri desideri, per paura di ciò che possono perdere o che inevitabilmente perderanno. Un altro tema ricorrente, è l’importanza di realizzare al meglio le proprie potenzialità perché la paura della morte può essere tanto più forte quanto più si è insoddisfatti della propria vita. Quindi per convivere meglio con la consapevolezza della morte è importante vivere appieno e rimuovere gli ostacoli che la persona incontra nella propria realizzazione.

Yalom ha esperienza di conduzione di gruppi di pazienti con malattie gravi, anche terminali e il libro è anche un’occasione per sollecitare chiunque si trovi a vivere questa condizione a cercare di stabilire ‘connessioni’ con gli altri perché sono assolutamente utili ad affrontare la sofferenza. Nel tempo ha avuto modo di osservare che i pazienti possono attuare cambiamenti positivi anche in prossimità della fine della vita, riuscendo quindi ad apportare trasformazioni nelle relazioni e a trovare una forma di serenità.

In considerazione dei temi affrontati è opportuno menzionare la questione religiosa. Yalom chiarisce che pur avendo una visione laica della vita ha sempre avuto cura di non interferire con le posizioni di fede dei suoi pazienti.

Il valore di Fissando il sole per uno Psicoterapeuta

Fissando il sole, pur essendo rivolto a un ampio pubblico, rappresenta una lettura che contiene suggerimenti interessanti anche per gli specialisti. Attraverso lo spunto della paura della morte, Yalom affronta, infatti, argomenti che sono oggetto di molte psicoterapie: la difficoltà a fare scelte, l’insoddisfazione per la propria vita, i rimpianti, solo per citarne alcuni. In merito alla tecnica psicoterapeutica sono interessanti i ripetuti riferimenti a lavorare sul ‘qui ed ora’. In particolare è importante individuare un equivalente dei temi portati dal paziente nell’ambito della relazione terapeutica. Può essere un esempio il racconto di una paziente con problemi di salute che lamenta la mancanza di cura e attenzioni da parte del marito e che Yalom porta ad affrontare – nel qui ed ora – come avverte il suo prendersi cura di lei nell’ambito della terapia stessa. In questo modo fa vedere ‘in diretta’ alla paziente il ruolo che lei svolge, ad esempio non chiedendo nulla o addirittura cercando di ‘coprire’ i propri bisogni, sia nel contesto della terapia che nel rapporto con il marito.

A conferma di come il tema della morte spesso venga eluso, l’autore, nella post fazione, rivela che se in genere quando è impegnato nella stesura di un libro è abituato a fare lunghe conversazioni con colleghi e amici rispetto al lavoro in corso, nel caso di Fissando il sole, non appena rispondeva che il libro avrebbe riguardato il terrore della morte, la conversazione si concludeva e il suo interlocutore passava ad un altro argomento. In effetti, è esperienza abbastanza comune che le persone possono sentirsi a disagio a parlare di un argomento così carico di significati e di fronte al quale gli esseri umani in genere si sentono impotenti.

Nonostante le difficoltà inerenti i contenuti del testo è condivisibile l’opinione dell’autore che i terapeuti dovrebbero essere in grado di affrontare le diverse problematiche connesse ai temi esistenziali e le paure che ne possono scaturire. Per fare questo è utile che loro stessi si familiarizzino con i vissuti che hanno rispetto a questi temi. In questo senso la lettura del libro può essere un’occasione di riflessione non solo per il lavoro con i pazienti, ma anche per considerazioni personali.
Fissando il sole, coerentemente con l’idea portata avanti nel libro, si conclude con una speranza rivolta ai lettori:

Non voglio che questo libro sia tetro. Spero invece che, aggrappandoci, aggrappandoci davvero alla nostra condizione umana, alla nostra finitezza, al nostro breve tempo di luce, riusciremo non solo ad assaporare quant’è prezioso ogni momento e il piacere puro e semplice di esistere, ma aumenteranno anche la nostra compassione per noi stessi e per gli altri esseri umani.

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