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Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione (2018) di Roberto Lorenzini – Recensione a cura di Antonio Scarinci

'Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione' è uno strumento pratico per svolgere l’intervisione in modo innovativo, attraverso il gioco

ID Articolo: 151605 - Pubblicato il: 01 febbraio 2018
Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione (2018) di Roberto Lorenzini – Recensione a cura di Antonio Scarinci
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Il libro Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione mette in risalto l’importanza del  ragionamento clinico nel lavoro terapeutico e si offre come strumento pratico per svolgere l’intervisione in modo innovativo.

 

Nella prima parte del libro Lorenzini riporta la sua visione della terapia cognitiva centrata sul ragionamento clinico e sulle peculiarità del paziente irriducibili sia alla diagnosi categoriale sia ai semplici protocolli clinici standardizzati.

Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione – Tra scopi ed emozioni

Messaggio pubblicitario La prospettiva é quella della teoria scopistica. Il sistema cognitivo è composto da motivazioni e da credenze che guidano l’agente razionale al perseguimento di scopi, primi fra tutti, secondo l’autore, riproduzione e sopravvivenza, e da emozioni che segnalano il raggiungimento o meno delle mete. Se il sistema funziona, quando le strategie sono invalidate vengono modificate e rese più efficaci. In questo modo si ha un continuo accrescimento della conoscenza che rende l’individuo maggiormente capace di adattarsi ai contesti ambientali che mutano. Quando uno scopo non può essere raggiunto e questa condizione viene segnalata dalle emozioni, lo scopo è abbandonato, ma se ciò non fosse allora il perseguire ostinatamente comporta l’entrare in una condizione psicopatologica: non si abbandonano le strategie inefficaci e neanche gli scopi e si creano circoli viziosi di mantenimento del disagio e della sofferenza. Non si cambia perché non si conoscono altre strategie o perché sono minacciati scopi sovraordinati.

La clinica sarà quindi basata sulla capacità di riattivare il cambiamento, ossia ristrutturare il sistema cognitivo. Il paziente dovrà prendere consapevolezza del funzionamento che ha generato sofferenza, distanziarsene criticamente e costruire alternative più adattive. Un presupposto di base dell’attuazione di questa strategia è la costruzione, lo sviluppo e il mantenimento dell’ alleanza terapeutica attraverso la quale il paziente sperimenta esperienze correttive cognitive, emotive e relazionali. L’obiettivo è quello di aumentare i suoi gradi di libertà affinché possa costruire piani di vita più funzionali.

Il mito dei protocolli

Una riflessione critica in chiusura di questa parte del libro Psychogame Lorenzini la rivolge al “mito moderno dei protocolli” sintetizzata da una bella metafora:

Sembra che i singoli protocolli siano dei manuali per guidare da un certo luogo di partenza fino ad una certa meta mentre il ragionamento clinico sia imparare a guidare in modo da poter andare da qualsiasi punto di partenza a qualsiasi meta.

A fronte di queste considerazioni critiche l’autore di Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione prospetta una modalità, la terapia modulare, che scompone l’intervento generale in una serie di moduli ciascuno corrispondente ad un tema problematico del paziente o a un obiettivo terapeutico. Ogni modulo è immaginabile come una miniterapia all’interno della terapia generale centrato su un singolo aspetto problematico che unisce rigore tecnico e un intervento commisurato alla specificità di quel particolare paziente. La prima parte si chiude con un’esemplificazione clinica e con alcune appendici che introducono al tema della supervisione e/o dell’intervisione come possibilità che un osservatore esterno costruisca una prospettiva diversa, “relativizzando gli schemi percettivi costruttivi del soggetto che sono congruenti con i suoi scopi.

Psychogame – Il gioco per allenare il ragionamento clinico

La seconda parte del libro Psychogame propone un gioco che ha l’obiettivo di allenare al ragionamento clinico attraverso gruppi di intervisione. Tra i sistemi motivazionali interpersonali quello del gioco ha una funzione importante, perché il “come se” favorisce la capacità di mettersi nella prospettiva dell’altro. Sperimentare il ruolo di paziente e alternativamente di terapeuta è altamente formativo per i trainee dei gruppi di specializzazione delle scuole di formazione in psicoterapia. Occorre riflettere sul funzionamento, mettendosi nei panni dell’uno e dell’altro, cercando di prevedere comportamenti, emozioni, pensieri. L’esercizio migliora la riflessività generale, e la conoscenza procedurale e sollecita anche approfondimenti di conoscenze teoriche, abilità queste indispensabili ad ogni buon terapeuta.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Il gioco parte con la messa a punto del “personaggio paziente” (il disturbo, la storia personale, l’anamnesi, ecc) che la squadra paziente (Pz) presenta alla squadra terapeuta (Te). La Te elabora la scheda della diagnosi operativa (formulazione del caso) e il progetto di terapia modulare compilando delle schede specifiche costruite secondo il razionale esposto nella prima parte del volume.

Il passo successivo prevede la restituzione e la definizione del contratto, per poi passare alla fase del cambiamento con la proposizione di tecniche e la simulazione di esse.

Nel quinto game valutazioni reciproche delle due squadre portano la riflessione su ciò che di positivo si è fatto e su ciò che si poteva fare di meglio.

Psychogame focalizza sia l’attenzione sugli aspetti tecnici, sia sugli aspetti personali dei vissuti del terapeuta. E’ illustrato, infatti, anche un ulteriore approfondimento, sempre in forma di gioco, degli aspetti più personali della supervisione.

L’ultima parte di Psychogame. Fare Psicoterapia con il gioco dell’intervisione presenta delle esemplificazioni di casi che possono essere utilizzate per giocare.

Ho imparato molto da Roberto Lorenzini, vantando una conoscenza di lunga data che si è trasformata molto presto in una profonda amicizia, e questo suo lavoro di cui abbiamo parlato durante i viaggi per raggiungere la scuola di specializzazione a Sanbenedetto del Tronto, dimostra in modo brillante quanto l’intuizione e la creatività siano caratteristiche fondamentali di un ottimo psicoterapeuta e quanto sia essenziale il ragionamento clinico nel lavoro terapeutico che non può essere costretto – senza nulla togliere all’importanza dei protocolli – in un letto di Procuste fatto di schemi e procedure prestabilite.

 

Psychogame – La parola all’autore Roberto Lorenzini:

Cari amici e colleghi, voglio presentarvi questo breve libretto sperando possa esservi utile. Si tratta di una guida per la formulazione del caso che al di là delle diagnosi categoriali e dei protocolli standardizzati sia fatta su misura per il singolo paziente. Si propone anche un gioco da utilizzare in contesti formativi dal vivo e on line in cui ci si divide in due squadre, una che assume il ruolo di paziente e l’altra di terapeuta e si procede con continui scambi in cui alle proposte di intervento del terapeuta seguono le reazioni del paziente che a sua volta determineranno le successive mosse del terapeuta esattamente come in una situazione reale. Anche all’eventuale pubblico è riservato un ruolo  con l’introduzione di life events imprevisti. Nato con l’idea di farne un gioco da tavolo è stato poi sperimentato in classe per la supervisione e ben si presta per l’intervisione anche in gruppi on line.

Sono debitore per la realizzazione a Antonio Scarinci, Carlo Buonanno e Giuseppe Romano e soprattutto per la messa a punto e la realizzazione pratica alla pazienza, concretezza e precisione di Cecilia Lombardo.

 

Psychogame – Il libro:

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