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Elogio della ribellione (2016) di Lamberto Maffei – Recensione del libro

'Elogio della ribellione' descrive la situazione di solitudine del nostro cervello, creata dalla tecnologia e dalla globalizzazione in cui siamo immersi

ID Articolo: 151636 - Pubblicato il: 05 febbraio 2018
Elogio della ribellione (2016) di Lamberto Maffei – Recensione del libro
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Nel libro del 2016 di Lamberto Maffei, Elogio della ribellione, viene descritta la situazione nella quale vive il nostro cervello: la solitudine. La tecnologia e la globalizzazione nella quale siamo immersi ha creato, paradossalmente, questa situazione di profonda solitudine. Facilmente connessi, siamo sempre più distanti e Maffei, in questo libro, spiega neurobiologicamente quali sono le conseguenze di questa situazione paradossale.

 

In questo spirito di inquietudine e di rivolta mi capita di pensare che questo essere vicini a tutti e a tutto abbia distrutto o danneggiato la meraviglia del nuovo, dell’incontro e quando si perde il dono della meraviglia si diventa poveri.

 

Elogio della ribellione – Il paradosso della tecnologia: connessi, ma distanti

Messaggio pubblicitario Dopo l’ Elogio della lentezza (2014), il neurobiologo Lamberto Maffei concentra di nuovo le sue riflessioni sulla condizione dell’essere umano a partire da considerazioni di tipo neuroscientifico. Il protagonista del libro Elogio della ribellione, anche in questo caso, è il cervello umano e il mondo che lo circonda, dal momento che – citando il filosofo Martin Buber – Maffei ricorda che «è difficile la vita di un io senza un tu». Ma cosa ne è di questo “tu” nel mondo globalizzato nel quale ormai siamo immersi? La conseguenza è il paradosso della tecnologia: la solitudine del cervello. Questo infatti viene continuamente stimolato e questo eccesso di stimoli provoca un’attività frenetica del cervello stesso a cui viene impedita la libertà di pensiero e riflessione.

L’essere umano e il suo cervello stanno vivendo una situazione paradossale in cui, nonostante ci sia la continua possibilità di essere sempre connessi agli altri, ci si trova ad essere profondamente distanti. Scrive magistralmente il neurobiologo Maffei: «è la solitudine di un cervello che, solo in una stanza, invia e riceve notizie unicamente attraverso messaggeri strumentali informatici, ma spesso ha perso il contatto affettivo con gli altri». In questa solitudine siamo immersi tutti indistintamente, dai giovani agli anziani, che sono quelli maggiormente tagliati fuori da uno sviluppo tecnologico senza pari, rapido, che non offre tempo di raggiungerlo.

Velocità VS Lentezza. La sconfitta del pensiero lento e la vittoria del consumismo

È da questa rapidità dello sviluppo tecnologico che continua la riflessione di Maffei nel libro Elogio della ribellione. La facilità con cui ad oggi si comunica ha contribuito al processo di globalizzazione ed inevitabilmente a quello di omologazione che incide – negativamente – sulla nostra Libertà di essere diversi, dall’omonimo saggio del neurobiologo. La velocità della comunicazione influenza anche il cervello umano «spostandone il funzionamento sul pensiero rapido a discapito di quello lento che sta alla base della riflessione e della decisione responsabile».

Sembra non esserci più tempo per sederci e riflettere, ma tutti sono calati in una dimensione veloce e il più delle volte nevrotica, fatta di un continuo consultare l’orologio per non perdere nemmeno un minuto di questa folle corsa. La velocità è tanto cara alla società per un ovvio motivo: si sposa con il consumismo. Il cosiddetto pensiero rapido è strettamente correlato a questo, o meglio, ne rappresenta la diretta conseguenza. Il consumismo si basa infatti su immagini che vengono colte dal nostro emisfero destro che è fonte del pensiero rapido. L’individuo, sembra non affidarsi più all’emisfero sinistro, padre del pensiero lento e quindi di scelte legate a una riflessione.

Il cervello globalizzato: la perdita dell’individualità

Continuando nella lettura del libro Elogio della ribellione di Lamberto Maffei, un altro punto interessante dei suoi studi e ricerche è il cervello globalizzato. Prima di addentrarci nella descrizione di questa nozione, è bene specificare un’altra questione direttamente collegata. L’essere umano è dotato anche di un “cervello collettivo” che è alla base della comunicazione tra individui.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA In altri termini: il cervello è unico e differente per ogni individuo, ma al contempo presenta numerose somiglianze con gli altri individui a livello strutturale e funzionale. Il motivo? Queste somiglianze permettono di comprenderci. Oltre a queste però, ci sono delle differenze che sono frutto della plasticità cerebrale e che ci rendono individui unici e soprattutto liberi di essere diversi. Il potere della plasticità però può essere anche negativo. Spiegandoci meglio: dal momento che l’esterno e le esperienze hanno un forte impatto sul nostro sistema nervoso, ne consegue che, immersi in questa società consumistica e veloce, il nostro cervello collettivo diventa un “cervello globalizzato” che conduce ad un’omologazione universale. È emblematico l’esempio compiuto da Maffei a questo proposito. Citando il Vangelo di Matteo e “parabola dei ciechi”, riportando il dipinto di questa fatto da Bruegel (p.39) sottolinea come, seguendo ciecamente l’omologazione e abbandonando la nostra “libertà di essere diversi”, si rischia con ogni probabilità, di cadere in una “globalizzazione del pensiero”.

Un aspetto fondamentale del ragionamento alla base del testo Elogio della ribellione di Lamberto Maffei è che non si sta assumendo una posizione di opposizione allo sviluppo tecnologico, al contrario, gli strumenti tecnologici sono un’invenzione unica, è l’uso eccessivo e spasmodico che se ne fa a creare un problema che va ad incidere sulla nostra biologia. Leggendo direttamente le sue parole: «gli strumenti sono oggetti creati dal lavoro del cervello umano e come tali sono meravigliosi, essi, tuttavia, quando si integrano col corpo e ne diventano protesi indistinguibili dai tessuti originari, possono interferire con la biologia e passare da oggetti e soggetti, da schiavi a padroni e cambiare la nostra umanità, le nostre reazioni all’ambiente e le nostre relazioni sociali».

È proprio in questa trasformazione da soggetto ad oggetto che si innesta il senso di ribellione in Lamberto Maffei alla luce anche della conseguenza di ciò in ambito educativo. Ciò che si sta vivendo è un interesse alla formazione a discapito dell’informazione ed è per questo che le materie umanistiche, sotto la spinta del fare subiscono una sorta di mutilazione, quando in realtà sono alla base della formazione della personalità di un individuo.

La necessità di un “cambiamento antropologico radicale”

Dopo un excursus sull’importanza del sonno e su quanto questo – in una società che richiede velocità – venga meno, il neurobiologo Maffei considera possibile un “cambiamento antropologico radicale” solo grazie alla consapevolezza delle profonde capacità del cervello umano. La ribellione a cui si riferisce e che offre il titolo al suo saggio, è un tipo di ribellione che consiste nell’acquisizione di consapevolezza della propria biologia e di come è attraverso il rapporto con gli altri, attraverso l’apertura incondizionata all’alter che si può offrire una possibilità di cambiamento.

È proprio nelle conclusioni del libro Elogio della ribellione che il discorso si incentra nuovamente sull’educazione e sulla scuola dal momento che è soprattutto qui che si ha la possibilità di offrire stimoli all’individuo, stimoli che lo rendono consapevole della propria plasticità e delle conseguenze del consumismo. È l’educazione che permette agli individui di comprendere quanto sia necessario e fondamentale fare uso consapevole sia del pensiero rapido che di quello lento.

Concludiamo la presente recensione facendo ricorso ad un’altra citazione tratta dall’ Elogio della ribellione che riassume il concetto di “ribellione” e il senso dell’intero libro:

La ribellione sociale non può e non deve essere espressione della parte emotiva del cervello o del cervello rapido più istintuale che decide senza considerare tutte le variabili della situazione; la libertà come la ribellione devono essere espressione del cervello lento, della razionalità, del cervello del tempo e del linguaggio, del colloquio con l’altro.

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Bibliografia

  • Buber M., Il problema dell’uomo, Marietti, Genova, 2004.
  • Maffei L., La libertà di essere diversi, il Mulino, Bologna, 2011.
  • Maffei L., Elogio della lentezza, il Mulino, Bologna, 2014.
  • Maffei L., Elogio della ribellione, il Mulino, Bologna, 2016.
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