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Psicoanalisi attraverso lo schermo. I limiti delle terapie online – Recensione del libro

Una terapia senza presenza fisica può avere un'efficacia ottimale? Da questa e altre domande nasce il libro 'Psicoanalisi attraverso lo schermo'

ID Articolo: 149967 - Pubblicato il: 04 dicembre 2017
Psicoanalisi attraverso lo schermo. I limiti delle terapie online – Recensione del libro
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Psicoanalisi attraverso lo schermo (i limiti delle terapie online) è un libro di Gillian Isaacs Russell. Il libro è il risultato dell’esperienza personale della psicoterapeuta.

 

Messaggio pubblicitario Trasferitasi dagli Stati Uniti in Gran Bretagna, continua la sua didattica, le sue collaborazioni scientifiche e l’assistenza di alcuni pazienti, attraverso l’uso di Skype.

Da questo nuovo assetto ed osservando l’era del digitale che avanza inesorabile, la Russell comincia ad interrogarsi cosi su tre questioni fondamentali:

1- Un trattamento terapeutico senza presenza fisica può avere un’efficacia ottimale?

2- Cosa succede in una terapia circoscritta allo schermo quando non c’è alcuna possibilità, come suggerito da una paziente, di scambiarsi “pugni o carezze?”

3- Quale effetto ha sull’intimità la radicale alterazione dell’equilibrio fra comunicazioni verbali esplicite e non verbali implicite?

Ricercando le risposte, ecco nascere il libro Psicoanalisi attraverso lo schermo, estendendo i quesiti oltre la psicoanalisi e la psicoterapia e attingendo ad altri campi quali le neuroscienze, l’osservazione infantile, gli studi sulla comunicazione verbale e non verbale e le scienze cognitive.

L’opera è divisa in quattro parti. La prima descrive cosa ha spinto appunto la psicoterapeuta ad interrogarsi sui sopracitati quesiti, le testimonianze di pazienti e terapeuti già invischiati nel trattamento informatizzato e alla riflessione su ciò che avviene attraverso schermo del computer.

La seconda parte è prettamente basata sulle teorie e ricerche nel campo clinico-terapeutico. La terza, si concentra sul concetto di “presenza”. La comunicazione infatti è composta non solo dalle parole ma moltissimo anche dal “non verbale”: gesti, movimenti, mimica, postura, meta-comunicazioni che si leggono “fra le righe” ed il processo terapeutico per essere efficace richiede azioni esplicite ed implicite e la comunicazione attraverso il computer sicuramente non trova problemi nell’esplicito ma lo stesso non si può dire dell’implicito e il ridotto senso di presenza e appunto la trasmissione limitata della comunicazione potrebbero influire sull’efficacia del trattamento attraverso lo schermo.

Messaggio pubblicitario L’ultima parte pone la riflessione sulla professione, riprendendo il concetto di ‘presenza’ che come accennato è una parte fondamentale per l’analisi di questo nuovo approccio e ponendo attenzione sui rapporti che ormai da molto tempo ha l’uomo con i sistemi informatici nonché sulle motivazioni che spingono molti professionisti ad approcciare con la psicoterapia online tra cui la ricerca semplicistica di un lavoro.

Cambia il setting, cambia la diade paziente-analista, cambia la co-presenza.

E’ evidente che il ruolo dell’analista, accettando questa nuova pratica clinica, è in via di cambiamento. Dall’accettazione della validità di questo nuovo approccio, e non sono pochi i clinici favorevoli a tal nuova metodica, si modificheranno altresì diversi paradigmi della disciplina stessa, nonché in un futuro il decidere che tipo di terapeuta si vorrà essere.

 

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Bibliografia

  • Isaacs Russell, G. (2017). Psicoanalisi attraverso lo schermo. I limiti delle terapie online. Astrolabio
State of Mind © 2011-2017 Riproduzione riservata.
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