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Le Smart drugs – Introduzione alla psicologia

La moda dell’uso di sostanze vendibili legalmente con presunte indicazioni di efficacia su concentrazione e memoria o con proprietà psicoattive

ID Articolo: 149623 - Pubblicato il: 03 novembre 2017
Le Smart drugs – Introduzione alla psicologia
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Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

 

Smart drugs: che cosa sono

Le smart drugs sono sostanze psicoattive perfettamente legali e capaci di incrementare le capacità di apprendimento e di memoria. Con il termine smart drugs, però, ci si riferisce a una serie di prodotti, tra cui medicinali veri e propri, estratti vegetali e integratori alimentari prodotti principalmente in maniera artigianale.

Il nome scientifico è nootropi, derivante dal latino ed è composto da nous, cioè intelletto, e tropein, ovvero cambiare, e significa sostanze intelligenti. Il loro scopo è aumentare, o alterare, le capacità cognitive di chi li assume, potenziando il rilascio di agenti neurochimici. Tale miglioramento si manifesta implementando l’apporto di ossigeno al cervello e stimolando la crescita delle cellule nervose. Quindi, le smart drugs, o droghe furbe, sono quei composti, sia di origine naturale sia sintetica, contenenti principi attivi con presunte o accertate proprietà psicoattive.

Storia delle smart drugs

Le smart drugs derivano dalla medicina alternativa/etnica, che consiglia l’uso di sostanze vegetali ricavate da erbe e piante già al centro di riti tradizionali e usanze celebrative, come adiuvanti di alcuni funzioni cognitive. I popoli primitivi conoscevano bene i pericoli di queste sostanze e non a caso le consideravano sacre, termine che deriva dal latino dove sacer significa ciò da cui si deve stare lontano.

Negli anni ‘90 il termine Smart Drugs si diffuse negli Stati Uniti per definire alcuni farmaci usati in medicina per attivare alcune funzioni cognitive deterioratesi durante la senescenza.

Nel 1991, fu pubblicato il libro “Smart Drugs and Nutrients”, da parte di Ward Dean, un gerontologo americano, e dal giornalista John Morgenthaler in cui si descrivevano una serie di sostanze nootropiche, in grado di risvegliare ricordi dimenticati, di aumentare il quoziente di intelligenza e la potenza sessuale, come ad esempio il piracetam o la lecitina. Ad oggi, negli Stati Uniti le Smart Drugs rappresentano una serie di sostanze farmacologicamente attive, che comprendono anche gli steroidi, in grado di agire sulla performance generale dell’individuo.

A fine anni ´90 in Europa arriva la moda studentesca dell’uso di sostanze naturali o sintetiche vendibili legalmente con presunte indicazioni di efficacia sulla concentrazione e sulla memoria o con proprietà psicoattive. Attualmente, non esiste una terminologia univoca sul termine Smart Drugs, si parla, dunque, di droghe vegetali, etniche, etnobotaniche, naturali, biodroghe, etc.

Inoltre, per alcuni il termine Smart Drugs indica una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti, simulanti l’effetto dell’ecstasy, che assicurano risultati eccitanti pur rimanendo nella legalità, come la caffeina, il ginseng, etc.

Smart shop

Gli Smart Shop sono negozi presenti in diverse nazioni europee, da una quindicina d’anni, specializzati nella vendita di particolari prodotti erboristici diversi per origine o formulazione. Gli Smart Shop, in Italia sono circa un centinaio, vendono non solo Smart Drugs di origine naturale e sintetica, ma anche prodotti destinati alla coltivazione di piante (soprattutto funghi e canapa) e prodotti accessori destinati ad ottimizzare l’effetto derivato dall’assunzione di sostanze fumabili (cartine, filtri, pipe, bong, vaporizzatori).

Inoltre, un vasto mercato è sancito dalla vendita online, dove è possibile acquistare smart drugs di ogni tipo.

Classificazione delle smart drugs

Le smart drugs si classificano rispetto alle modalità di consumo o per classi chimico-fisiche. Tra i prodotti in commercio si trovano pillole, gocce, bevande, oppure decotti ed infusi da preparare, oltre che misture concentrate, i cui effetti possono essere diversi a seconda del prodotto ingerito. In generale, si possono distinguere i prodotti caffeinici, efedrinici, afrodisiaci e eco-drug.

1.     Prodotti caffeinici

La caffeina è un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e mate, che svolge un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale. Sul mercato sono numerose le bevande che contengono caffeina e taurina (Energy drink), il cui consumo talvolta è associato anche all’alcol. La caffeina è una delle sostanze psicoattive più diffuse e l’uso prolungato comporta tolleranza e dipendenza e assuefazione.

2.     Prodotti efedrinici

L’efedrina è un alcaloide naturale presente nelle piante dell’Ephedra, con una struttura chimica molto simile a quella delle metamfetamine. Viene utilizzata in numerosi integratori alimentari commercializzati per perdere peso o migliorare le prestazioni atletiche, oppure associata ad altri prodotti contenenti caffeina per ottenere preparati dagli effetti eccitanti. L’efedrina agisce sul sistema nervoso simpatico provocando eccitazione e provoca stati di ansia e confusione, irrequietezza, insonnia e, in casi estremi, stati psicotici, attacchi cardiaci e ictus. La Food and Drug Administration (FDA), sulla base dei dati scientifici relativi alla farmacologia dell’efedrina e agli effetti avversi riportati a seguito dell’assunzione di integratori dietetici a base di questa sostanza, ha deciso di proibire la commercializzazione di tutti i prodotti che contengono derivati dell’efedrina.

3.     Afrodisiaci

Esistono erbe e estratti vegetali con effetti psicoattivi cui sono attribuite proprietà afrodisiache, come nel caso della Damiana (Turnera aphrodisiaca Urban), una pianta originaria dell’America centrale e dell’Africa. Gli estratti della pianta sono utilizzati per la preparazione di composti naturali e afrodisiaci. Altre sostanze vegetali psicoattive cui sono attribuite proprietà afrodisiache sono l’Acanthea virilis, il Lepidium mejenii e la Corynenthe yohimbee.

4.     Eco-drug

Gli eco-drug sono sostanze psicoattive di origine naturale (vegetale), non sintetizzate in laboratorio. L’uso di questi prodotti fa riferimento all’antropologia e alla medicina tradizionale, riabilitando e riproponendo sostanze vegetali ricavate da erbe e piante al centro di riti e cerimonie di culture passate. Tuttavia l’utilizzo abituale di questi prodotti espone i consumatori a conseguenze psicofisiche. A esempio alla Salvia Divinorum, potente allucinogeno naturale la cui assunzione può provocare allucinazioni, distorsioni delle percezioni sensoriali, di spazio e tempo, perdita di contatto con la realtà, depressione e fenomeni di dissociazione, è stata inserita, recentemente, nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui al DPR 309/90.

 

Inoltre, si possono suddividere anche in base agli effetti psicofisici che producono e in base ai componenti organici che stimolano e attivano. Quindi, si individuano le seguenti categorie:

  • I nootropi colinergici sono composti chimici che esercitano sull’organismo effetti simili a quelli esercitati dall’acetilcolina; in base al loro meccanismo d’azione si distinguono colinergici ad azione diretta, interagenti con i recettori di acetilcolina, e colinergici ad azione indiretta; più noti come anticolinesterasici, questi colinergici agiscono impedendo la distruzione dell’acetilcolina tramite il blocco delle colinesterasi. Fra i colinergici più noti ricordiamo l’acetil-L-carnitina, la colina, il piracetam e il pramiracetam.
  • I nootropi dopaminergici sono sostanze che mimano l’azione della dopamina. Fra le sostanze nootrope appartenenti a questa categoria ricordiamo l’L-dopa, la fenilalanina e la tirosina.
  • I nootropi serotoninergici sono sostanze che mimano gli effetti del neurotrasmettitore serotonina. Per questo, molte di esse sono utilizzate nel trattamento della depressione; fra i nootropi più noti ricordiamo triptofano, 5-HTP e griffonia.

Le smart drug ad azione antidepressiva, ansiolitica, adattogena e stabilizzatrice dell’umore sono moltissime. Tra i nootropi più noti di questa categoria si ricordano il litio, la carbamazepina, il valproato di sodio e il gabapentin. Infine, fra le smart drug stimolanti, attivanti e toniche si ricordano la caffeina, la nicergolina, la nicotina, la cocaina e le anfetamine.

Gli effetti delle smart drugs

Gli effetti delle smart drug collaterali più frequenti sono: nausea, vomito, ansia, palpitazioni e in alcuni casi anche crisi epilettiche, episodi psicotici, sintomi da astinenza. Nonostante le informazioni in merito agli effetti farmacologici (tossicità, farmacocinetica, farmacodinamica) e alle conseguenze psicofisiche delle smart drug siano limitate, è ormai appurata la loro capacità di indurre dipendenza.

Nel dettaglio alcuni effetti specifici:

–       Cannabis sintetica (per esempio la “Spice”): panico e ansia, paranoia, difficoltà respiratorie, sudorazione, dolore toracico, allucinazioni, agitazione;

–       Catinoni sintetici (come il Metilone e i Sali da bagno/Ivory Wave/Mefedrone/MCAT): agitazione e psicosi, tachicardia, ipertensione, convulsioni. Ma anche danni al sistema nervoso centrale, alle vie respiratorie superiori e bronchiali, al sistema cardiovascolare e morte;

–       Fenetilamine (come PMMA, 2C Series, D-Series): allucinazioni gravi e ischemie, convulsioni e insufficienza epatica e renale, ipertermia e morte;

–       Fenciclidina (PCP): problemi neurologici, alterazioni della coscienza, disturbi psichiatrici e comportamenti violenti;

–       Piperazine (per esempio BZP, TFMPP, MBZP): convulsioni tossiche, acidosi respiratoria ipertermia rabdomiolisi. insufficienza renale, convulsioni e morte;

–       Khat: deficit dell’attenzione, euforia, aumento della temperatura, anoressia, tachicardia e aumento della pressione;

–       Ketamina: tachicardia, dolore addominale, vertigine; e poi danni alla vescica; ipertensione; edema polmonare; compromette lo stato di coscienza e del ricordo;

–       Salvia Divinorum: stati di psicosi duraturi;

–       Triptamine: irrequietezza, agitazione e dolori gastro-intestinali, tensione muscolare.

 

 

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Sigmund Freud University - Milano - LOGORUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

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Bibliografia

  • BAKER, L.S. (1996). Smart drugs”: a caution to everybody. Americ Journal of Psychiatry, 153: 844-845.
  • DEAN, W., MORGENTHALER, J. (1990). Smart Drugs and Nutrients: how to improve your memory and increase your intelligence using the latest discoveries in neuroscience. Smart Publications – Petaluma, CA USA.
  • PICHINI, S., PALMI, I., MARCHEI, E., PELLEGRINI, M., PACIFICI, R., ZUCCARO, P. (2006). Smart Drugs. Osservatorio Fumo, Alcol e Droga, Dipartimento del Farmaco, Istituto Superiore di Sanità.
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