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L’utilizzo dell’eye-tracking in psicologia: come assegniamo la responsabilità di un evento?

Con l' eye-tracking è emerso come i soggetti utilizzano inconsapevolmente la simulazione contro fattuale per immaginare l'esito diverso di una situazione

ID Articolo: 149657 - Pubblicato il: 14 novembre 2017
L’utilizzo dell’eye-tracking in psicologia: come assegniamo la responsabilità di un evento?
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Uno studio condotto da Tobias Gerstenberg, dottorato del Massachussetts Institute of Technology (MIT) e assistente professore al dipartimento di psicologia cognitiva dell’università di Standford, ha mostrato, tramite l’utilizzo della tecnologia eye-tracking, come le persone utilizzino un processo chiamato “simulazione contro fattuale” per immaginare come una situazione si sarebbe potuta manifestare diversamente da come si è verificata, con lo scopo di capire cosa sarebbe potuto accadere e in realtà non è successo.

Enrica Gaetano

 

Messaggio pubblicitario Tramite l’utilizzo della tecnologia dell’ eye-tracking, Gerstenberg e colleghi hanno dimostrato l’utilizzo, da parte dei soggetti, del modello della simulazione contro fattuale per il quale si arriva a giudizi causali confrontando ciò che realmente è accaduto con ciò che la mente ha simulato e che sarebbe potuto accadere nella realtà fattuale.

Alla domanda su come le persone attribuiscano una causa ad un evento di cui sono testimoni, alcuni filosofi (Beebee et al., 2009) hanno suggerito che le persone, in molte occasioni, attribuiscono la responsabilità per il verificarsi di un evento immaginando cosa sarebbe potuto accadere se una causa sospettata non fosse accaduta: per esempio gli arbitri di calcio, per assegnare ad un giocatore un autogoal, cioè un goal accidentalmente segnato per la squadra avversaria, devono cercare di determinare cosa sarebbe accaduto se il giocatore non avesse toccato la palla.

L’uso della simulazione contro fattuale non è soltanto per lo sport ma anche per cercare di comprendere le nostre e le altrui azioni ed emozioni (Alicke et al., 2015; Kahneman and Miller, 1986; Roese, 1997).

Questo processo può essere consapevole, come nel caso degli arbitri di calcio, oppure inconsapevole, cioè non sappiamo di averlo attivato.

L’ eye-tracking per studiare il ricorso alla simulazione contro fattuale nell’attribuzione di responsabilità di un evento

Usando la tecnologia dell’ eye-tracking, tramite la quale è possibile tracciare e registrare online i movimenti oculari dei soggetti, è stato possibile dimostrare come essi utilizzino inconsapevolmente la simulazione contro fattuale per immaginare come una situazione sarebbe potuta verificarsi diversamente.

Lo studio di Gerstenberg e colleghi (2017), pubblicato su Psychological science per la prima volta ha mostrato una correlazione tra le simulazioni che gli individui compiono nella loro mente spontaneamente e in modo del tutto inconsapevole e i loro giudizi circa la causa di un evento.

Prima di tale ricerca, gli studi sul modello della simulazione contro fattuale riportavano ciò che i soggetti descrivevano circa il loro modo di attribuzione della causa, il che però offriva soltanto una evidenza indiretta di come la loro mente stava funzionando.

Con l’utilizzo dell’apparecchio dell’ eye tracking invece è stato possibile trarre evidenze dirette sul modo di leggere la situazione da parte dei soggetti tramite la registrazione dei movimenti oculari mentre essi erano intenti a guardare video in cui dovevano seguire con lo sguardo due palle da biliardo che si scontravano.

Gli studiosi hanno creato per l’esperimento 18 video che mostrano differenti possibili risultati delle collisioni tra le due palle da biliardo; in alcuni casi una collisione spinge una palla nella buca del biliardo, in altri essa impedisce che ciò accada.

Prima di guardare i video, ad una parte dei soggetti è stato chiesto chiesto di valutare quanto fossero in accordo con ciò che avevano appena visto nel video (per esempio: la palla A ha causato la caduta della palla B nella buca) costruendo così una congettura circa l’evento, cioè quale fosse la causa e l’effetto, all’altra parte dei soggetti invece è stato semplicemente chiesto quale fosse il risultato della collisione (per esempio la palla B è caduta nella buca).

Mentre i soggetti guardano il video, i ricercatori sono stati in grado di tracciare i loro movimenti oculari usando una luce infrarossa in grado di registrare i movimenti della pupilla e quindi di poter tracciare la direzione dello sguardo.

La potenzialità veramente interessante dell’ eye-tracking è che ci permette di vedere fenomeni di cui noi siamo inconsapevoli; questa tecnologia ci permette di scavare sotto la superficie e di rivelarci un processo cognitivo, come l’attribuzione della causa-effetto per un evento, di alto livello – riferisce J. Tenenbaum, professore al dipartimento di scienze cognitive del MIT e membro del laboratorio si scienze informatiche e intelligenza artificiale.

I ricercatori dello studio hanno mostrato che quando ai soggetti veniva chiesto di dire se la palla A avesse determinato la traiettoria della palla B verso la buca del biliardo, i loro occhi seguivano il corso che la palla B avrebbe preso se la palla A non avesse interferito con la collisione.

Messaggio pubblicitario Inoltre più era incerta la responsabilità della palla A nell’avere un effetto sulla palla B e più i soggetti tracciavano con lo sguardo un’ipotetica traiettoria della palla B.

In particolare in quest’ ultima condizione di massima incertezza è stata riscontrata la dimostrazione più forte dell’utilizzo della simulazione contro fattuale negli individui che infatti utilizzano lo sguardo per risolvere quest’incertezza.

Al contrario, per quei soggetti a cui veniva chiesto soltanto di riportare l’evento senza attribuire un giudizio di causalità, non si riscontravano gli stessi movimenti oculari dell’altro gruppo per determinare la causa-effetto della collisione tra le due palle da biliardo.

Gerstenberg e colleghi affermano nel loro studio di voler utilizzare questo approccio per studiare situazioni molto più complesse in cui le persone utilizzano la simulazione contro fattuale per dare un giudizio di causalità.

Essi infatti sono persuasi che tale processo cognitivo sia molto diffuso e che per tale ragione non possa sempre essere rilevato dall’ eye-tracking in quanto ci sono innumerevoli pensieri contro fattuali che le persone fanno nella loro mente per attribuire una causa ad un evento.

Nonostante tutti noi abbiamo un’esperienza interna di pensieri contro fattuali, tale studio è il primo a mostrare un’evidenza diretta dell’utilizzo spontaneo della simulazione contro fattuale da parte degli individui.

Quando le persone danno giudizi causali, hanno la tendenza a mettere a confronto ciò che è realmente accaduto con le loro simulazioni mentali di ciò che sarebbe potuto accadere se la causa di quell’evento non fosse stata presente.

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Bibliografia

  • Alicke, M. D., Mandel, D. R., Hilton, D., Gerstenberg, T., and Lagnado, D. A. (2015). Causal conceptions in social explanation and moral evaluation: A historical tour. Perspectives on Psychological Science, 10(6):790–812.
  • Beebee, H., Hitchcock, C., and Menzies, P. (2009). The Oxford handbook of causation. Oxford University Press, USA.
  • Gerstenberg, T., Peterson, M. F., Goodman, N. D., Lagnado, D. A., & Tenenbaum, J. B. (2017). Eye-tracking causality. Psychological Science, 0956797617713053.
  • Kahneman, D., & Miller, D. T. (1986). Norm theory: Comparing reality to its alternatives. Psychological review, 93(2), 136.
  • Roese, N. J. (1997). Counterfactual thinking. Psychological Bulletin, 121(1):133–148.
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