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L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali (2017) – Recensione del libro

Nel libro "L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali" sono illustrate le coordinate teoriche sulla teoria evoluzionistica della motivazione.

ID Articolo: 149392 - Pubblicato il: 09 novembre 2017
L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali (2017) – Recensione del libro
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Giovanni Liotti è uno degli esponenti di spicco del cognitivismo italiano, il suo contributo è riconosciuto a livello internazionale e la sua elaborazione culturale rimane ancora ricca di spunti interessanti come dimostra il suo ultimo lavoro pubblicato per Raffaello Cortina e curato in collaborazione con Giovanni Fassone e Fabio Monticelli, L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali.

 

Messaggio pubblicitario A gennaio del prossimo anno si celebrerà con un convegno nella sede della Biblioteca Nazionale a Roma il quarantesimo anniversario del cognitivismo italiano.

Giovanni Liotti è uno degli esponenti di spicco del movimento. Il suo contributo è riconosciuto a livello internazionale e la sua elaborazione culturale rimane ancora ricca di spunti interessanti come dimostra il suo ultimo lavoro pubblicato per Raffaello Cortina e curato in collaborazione con Giovanni Fassone e Fabio Monticelli, L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali.

Il volume fornisce le coordinate teoriche sulla teoria evoluzionistica della motivazione (TEM) e si divide in tre parti.

Gli autori sostengono una tesi di fondo: gli schemi comportamentali ed emozionali sono intrinsecamente motivati, diretti a conseguire mete che corrispondono a valori evoluzionistici e sono invarianti in tutti gli individui di una specie.

L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali: la motivazione nella prospettiva evoluzionista

La prima parte del volume propone un excursus sullo studio della motivazione nella prospettiva evoluzionista con l’illustrazione dei concetti di base.

Sono riprese le concettualizzazioni di autori che hanno fornito un contributo fondamentale allo studio delle emozioni: Darwin, Ekman, Bowlby, Panksepp, Gilbert.

Bowlby e Panksepp, sottolineano gli autori, condividono essenzialmente la tesi centrale dell’esistenza di sistemi psicobiologici frutto dell’evoluzione, omologhi negli animali e nell’uomo, che regolano sequenze caratteristiche sia di comportamenti sia di emozioni, in vista del perseguimento di specifici obiettivi adattativi.

E ancora, sono messi in evidenza i contributi di Tomasello sul potenziamento della capacità di cooperare in maniera paritetica come caratteristica cruciale dell’evoluzione di Homo sapiens, e di Lichtenberg e collaboratori, sull’esistenza nella teoria multimotivazionale di un sistema di affiliazione al gruppo sociale da considerare accanto alle altre motivazioni primarie relative ad attaccamento, avversione, sensualità/sessualità, esplorazione e regolazione dei bisogni corporei.

La teoria evoluzionistica della motivazione tiene in considerazione sia i processi alti sia i processi bassi in un’organizzazione gerarchica tripartita in cui i vari sistemi motivazionali si collocano al livello inferiore, intermedio o superiore in accordo con la loro successiva comparsa nel corso dell’evoluzione. Si delinea, perciò, una ricorsività dell’informazione fra sistemi motivazionali che unisce in maniera bidirezionale il livello arcaico, intermedio e il livello superiore evoluzionisticamente più recente.

Per superare la rigidità di questa organizzazione che comporta evidenti limiti, Liotti introduce in L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali i concetti di eterarchia e proprietà emergente. Il primo usato per definire “organizzazioni i cui elementi possono disporsi, a seconda delle contingenze ambientali, a diversi livelli di una struttura complessa, e inoltre possono stabilire connessioni funzionali molteplici fra loro”.

Le proprietà emergenti possono nascere dalla selezione naturale di due o più adattamenti evoluzionistici domain-specific e possono essere utilizzate per funzioni nuove, capaci di incrementare l’adattamento generale all’ambiente. Per questa ragione, oltre che “pennacchi evoluzionistici” le proprietà emergenti da un insieme di moduli possono essere chiamate “adattamenti domain-general”.

Questi due concetti permettono di esprimere la possibilità che il sistema dell’intersoggettività, in quanto sistema emergente, può acquisire episodicamente un livello eterarchicamente sovraordinato nell’organizzazione complessiva dei sistemi motivazionali.

Il sistema dell’intersoggettività, in quanto evoluzionisticamente più recente, esercita una funzione regolatrice sui sistemi sottostanti da cui emerge, mentre un’abnorme attivazione di questi ultimi può condurre a una più o meno protratta dissoluzione della motivazione intersoggettiva.

Ne consegue che nessuna influenza culturale sui contenuti della coscienza può annullare il fondamento evoluzionistico e dunque universale sul quale la coscienza di ordine superiore poggia.

Ne discende che ogni emozione umana presuppone l’intervento dei processi cognitivi superiori dell’uomo: le componenti fisiologiche delle emozioni sono trasformate in emozioni propriamente dette soltanto grazie all’intervento delle regioni neocorticali e “cognitive” del cervello umano.

Questa posizione è condivisa anche dal neuroscienziato LeDoux. Nel suo ultimo lavoro (LeDoux, 2016) sostiene che il senso del sé è fondamentale perché si possa provare paura. Sono le aree corticali, la corteccia prefrontale, sede dell’identità, che cognitivamente danno significato all’ emozione. Si prova paura solo quando il cervello è consapevole di se stesso e del corpo che ha avuto una reazione fisiologica alla minaccia.

Per la TEM i sistemi motivazionali più recenti evolvono da quelli più antichi, e usano le informazioni emozionali elaborate da essi per la sintesi di emozioni più raffinate e complesse.

Il terzo capitolo di L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali spiega l’esistenza di una forte tendenza, comparsa nel corso dell’evoluzione come Strategia Evoluzionisticamente Stabile (SES), a inibire l’aggressività distruttiva negli scontri fra conspecifici (Meccanismo di Inibizione della Violenza, MIV) e considera l’inibizione di questo meccanismo, dovuta a fattori sociologici e psicologici legati a tensioni dinamiche tra sistemi motivazionali diversi, come causa dell’aggressività distruttiva nell’interazione interumana.

La prima parte del volume si chiude con un capitolo curato da Antonella Ivaldi dedicato al confronto fra i risultati di due linee di studio sui fondamenti dei processi motivazionali umani quella di Joseph Lichtenberg e quella della Teoria Evoluzionistica della Motivazione che sono giunte a concordare sulla molteplicità di tali fondamenti e su molte loro caratteristiche.

L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali: le ricerche condotte con l’AIMT

Nella seconda parte del volume L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali sono riportate una serie di ricerche condotte con l’AIMIT (Analisi degli Indicatori della Motivazione Interpersonale nei Trascritti) uno strumento che permette attraverso l’analisi degli scambi verbali di rilevare la presenza di indicatori validi che segnalano la presenza di un processo motivazionale interpersonale in atto. E’ illustrato il percorso fatto per mettere a punto, validare e sviluppare l’AIMIT che consente di rilevare il ruolo dei Sistemi Motivazionali Interpersonali, ovvero Attaccamento, Accudimento, Rango, Sessuale, Cooperativo-paritetico, Gioco Sociale e Affiliazione.

Nel sesto capitolo de L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali sono messe in evidenza le criticità dello strumento: la complessità del procedimento di codifica, l’impegno richiesto in termini di tempo per trascrivere e codificare frase per frase il materiale clinico da analizzare, il livello di expertise richiesto per ottenere una valutazione sufficientemente attendibile, hanno giocato a sfavore di quella proliferazione nell’utilizzo del metodo, specialmente ai fini della ricerca, che invece era negli auspici degli autori.

Quindi, considerando che anche la lettura dei processi relazionali e sempre più incentrata sull’idea di assetto (Liotti, Monticelli, 2014), appare particolarmente importante per la teoria disporre di un metodo in grado di cogliere questo funzionamento sovramodulare, ascrivibile alla capacità combinatoria esercitata dai “piani alti” della coscienza intersoggettiva in termini di specificità (non cogliere il dato quando non c’è) e sensibilità (cogliere il dato quando c’e).

La comprensione delle emozioni in psicoterapia

Messaggio pubblicitario La terza e ultima parte del volume L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali riguarda la clinica e si apre con un capitolo di Liotti sulla comprensione delle emozioni in psicopatologia e psicoterapia.

Liotti parte dalla considerazione che gli studi non hanno trovato alcuna rete neurale specifica per le emozioni primarie, mentre hanno rilevato mappe neurali specifiche per due diversi sistemi motivazionali e ipotizza che per avere una mappatura cerebrale occorre considerare il sistema motivazionale capace di organizzare molteplici emozioni e azioni in sequenze caratteristiche rivolte al perseguimento di una specifica meta, e non la singola emozione primaria. E’ illustrato, inoltre il contributo della TEM alla comprensione delle emozioni che caratterizzano la psicopatologia, con particolare riferimento all’ansia, alla tristezza, alla colpa, alla vergogna e alla collera.

Alla descrizione dell’alleanza terapeutica nella prospettiva dei sistemi motivazionali con esemplificazioni cliniche sono dedicati i successivi due capitoli curati da Fabio Monticelli.

L’alleanza terapeutica é un fattore predittivo del buon esito della psicoterapia: studi e meta-analisi che lo dimostrano si vanno accumulando da decenni.

La TEM per valutare e orientare le dinamiche motivazionali durante lo scambio clinico al fine di attivare il sistema cooperativo evita atteggiamenti psicopedagogici e direttivi; commenta le narrazioni dei pazienti in chiave empatica o di validazione emozionale; concorda le regole del setting anziché imporle rigidamente; condivide con il paziente l’intento che muove il terapeuta a porre alcune domande invece di tante altre possibili.

Nel condividere gli obiettivi, nel concordare i compiti e nel costruire e mantenere il legame l’attenzione è rivolta all’attivazione dei sistemi motivazionali in una dimensione sincronica (nella relazione con il terapeuta) e in una diacronica (MOI rintracciabili nella storia evolutiva).

Viene messa in rilievo l’utilità di considerare il sistema di attaccamento nel corso dello sviluppo della personalità, per comprendere la forma individualizzata, composta da particolari sequenze di attivazione di diversi sistemi motivazionali, che possono caratterizzare le rotture dell’alleanza terapeutica.

La riparazione delle rotture è illustrata attraverso un caso clinico in cui si analizzano dettagliatamente le dinamiche relazionali.

Il libro si chiude con un capitolo dedicato alle perversioni sessuali in cui si esamina la terapia di un paziente da una doppia prospettiva, psicodinamica e della TEM che chiama in causa le strategie controllanti sessuali, punitive e accudenti riscontrabili in soggetti con attaccamento disorganizzato.

I libri di Liotti hanno accompagnato la mia formazione e non nego che leggendo L’ evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali molte parti mi risultavano familiari ma ciò che mi ha sorpreso non poco alla fine della lettura è stata la gioia per aver raccolto ancora una volta delle preziose indicazioni da utilizzare nel lavoro clinico con i pazienti.

Mi sono, perciò, interrogato su quale assetto motivazionale si fosse attivato per conseguire quale meta specifica. Lascio a voi intuirlo e se avete qualche difficoltà, sicuramente potrete superarla dopo aver letto il libro.

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Bibliografia

  • Le Doux, J. (2016), Ansia. Come il cervello ci aiuta a capirla, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Liotti, G. Monticelli, F. (2014), Teoria e clinica dell’alleanza terapeutica, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Liotti, G., Fassone, G., Monticelli, F. (2017). L’evoluzione delle emozioni e dei sistemi motivazionali. Teoria, ricerca, clinica. Milano, Raffaello Cortina Editore.
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