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Maschi in difficoltà. Perché il digitale crea sempre più problemi alla nuova generazione e come aiutarla – Recensione

Maschi in difficoltà è un libro di Zimbardo che descrive i motivi per cui i maschi di oggi sono in difficoltà e come si potrebbe risolvere la situazione.

ID Articolo: 148341 - Pubblicato il: 21 settembre 2017
Maschi in difficoltà. Perché il digitale crea sempre più problemi alla nuova generazione e come aiutarla – Recensione
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Maschi in difficoltà. L’autore descrive in una serie di capitoli una vera e propria sintomatologia volta ad identificare il periodo che si trova ad esperire il cosiddetto giovane maschio in difficoltà. Innanzitutto mette in evidenza che, rispetto agli anni addietro, la scuola sta perdendo autorevolezza e ciò fa sì che i giovani di oggi non si impegnino adeguatamente nello studio e che siano poco motivati da un’eventuale posizione lavorativa da raggiungere in futuro. A ciò si affianca il fatto che le donne paiono riuscire meglio nello studio e nella carriera, soppiantando così le posizioni che un tempo erano rivestite dagli uomini.

 

Maschi in difficoltà: un libro di Zimbardo

Messaggio pubblicitario Mai giudicare un libro dalla copertina, ma una cosa che inevitabilmente salta all’occhio trovandosi tra le mani questo libro è l’autore.
Zimbardo, il celebre psicologo famoso per il suo esperimento della prigione di Stanford che inscenando un contesto di realtà virtuale vide i suoi attori, in questo caso subordinati e aguzzini, invischiati in un vero e proprio “carcere della mente”.

Quarant’anni fa, a seguito di questo studio, Zimbardo evidenziò che un contesto non reale ma ben costruito riesce in qualche modo a plasmare l’individuo, determinando in lui condotte non costruttive.

Con quest’ultimo libro l’autore non si allontana dall’argomento, anzi lo sostiene e conferma le sue ipotesi adattandole al contesto in cui si trovano a vivere i giovani di oggi: un contesto in cui dominano una serie di strumenti virtuali, i quali allontanano l’individuo dalla “normale” vita quotidiana.

Ma perché il libro si intitola “ Maschi in difficoltà ”? perché “Maschi” e non semplicemente “Ragazzi”?

Zimbardo si rivolge esclusivamente all’universo maschile per una serie di motivi ben precisi. Motivi che vengono ben esplicati nella prima parte del libro.

I maschi in difficoltà di oggi: chi sono e perchè sono in difficoltà

L’autore descrive in una serie di capitoli una vera e propria sintomatologia volta ad identificare il periodo che si trova ad esperire il cosiddetto giovane maschio in difficoltà.

Innanzitutto mette in evidenza che, rispetto agli anni addietro, la scuola sta perdendo autorevolezza e ciò fa sì che i giovani di oggi non si impegnino adeguatamente nello studio e che siano poco motivati da un’eventuale posizione lavorativa da raggiungere in futuro. A ciò si affianca il fatto che le donne paiono riuscire meglio nello studio e nella carriera, soppiantando così le posizioni che un tempo erano rivestite dagli uomini.

Zimbardo ci tiene a porre l’accento sulla questione relativa alla timidezza che caratterizza il giovane di oggi. Pare infatti che nel periodo odierno i ragazzi si sentano molto inadeguati, soprattutto se debbono rapportarsi ai propri coetanei o a delle ragazze che suscitano loro interesse. Causa di ciò potrebbe essere il potere che hanno i media nel proporre sempre ideali di bellezza e adeguatezza basati su quella perfezione che non esiste. Ed è impossibile sfuggire all’influenza dei media in un’epoca dove questi strumenti dominano la scena.

Per cui i ragazzi tendono a chiudersi in se stessi, rifugiandosi nell’eccessivo utilizzo di internet e dei video games.
Naturalmente viviamo in una società dove la tecnologia ha in un certo senso monopolizzato il mondo, e risulta per cui difficile non esserne coinvolti. Ma sembrerebbe che l’adolescente maschio sia particolarmente attratto dai videogiochi e dalla pornografia, strumenti che danno un senso di potere e di controllo, oltre che fornire una gratificazione immediata. È ciò non è cosa da poco, visto che i giovani in questione si dichiarano timidi e impacciati nelle relazioni, con conseguente calo dell’autostima.

Maschi in difficoltà: impegnati nel mondo digitale e non in quello reale

Ma perché si è arrivati ad una condizione del genere? Come mai i giovani maschi di oggi sono tanto legati al digitale ed hanno tutta questa difficoltà nel rapportarsi al mondo reale?

Zimbardo dà la risposta a questa domanda nella seconda parte del libro, dove esplica le cause di questi disagi.
È da asserire che i ragazzi non sono particolarmente cambiati in questi ultimi anni, ma sono pesantemente mutate le condizioni e gli ambienti in cui i giovani si ritrovano: la famiglia, il gruppo di pari, la scuola, il mondo del lavoro.

Le famiglie divorziate sono in costante aumento e ciò fa sì che i giovani di oggi si ritrovino con dei padri assenti.
Anche i cambiamenti che hanno caratterizzato il sistema scolastico, rendendolo meno autorevole e fin troppo permissivo, ha contribuito a far sì che le relazioni di qualità con gli adulti scarseggino; i ragazzi sembrano non trovare figure di riferimento né nei propri genitori tantomeno negli insegnanti.
I cambiamenti situazionali non facilitano la situazione, in quanto mettono il giovane di fronte a delle prospettive lavorative incerte e poco appaganti, gratificazione che ancora una volta viene compensata con l’utilizzo di internet e dei videogiochi.

Messaggio pubblicitario A ciò va ad aggiungersi la cosiddetta “ascesa delle donne”.
Le donne hanno conquistato molti diritti rispetto agli anni passati, riuscendo di conseguenza ad affermarsi lavorativamente e non, conquistando un’indipendenza che permette loro di vivere senza necessariamente avere un uomo al proprio fianco. Ciò rende ancora più difficile da parte degli uomini relazionarsi a loro e costruirci le basi per una relazione stabile.
Insomma Zimbardo descrive ciò che è la realtà di adesso: la realtà virtuale in cui si trovano a vivere i giovani maschi di oggi. Una condizione che in qualche modo li condanna ad un isolamento e ad un rifugiarsi in un mondo tutto loro in cui troverebbero le corrette gratificazioni.
Ma è possibile intervenire al fine di migliorare la coesione sociale ed il corretto approccio alla vita dei giovani oggi?

Come risolvere la situazione?

La terza parte del libro espone le possibili soluzioni al problema.
E con il giusto ottimismo Zimbardo riconosce il ruolo del governo, della famiglia, della scuola e dei media, tutti strumenti in grado di porre rimedio alle conseguenze negative della tecnologia.
E in conclusione è possibile fare una considerazione: l’ossessione per la tecnologia sta crescendo in tutto il mondo, ma ciò non deve destare preoccupazione. Il rimedio alle cattive condotte vi è e sarà per cui fondamentale comprendere sia le conseguenze negative sia le potenzialità positive della tecnologia, in modo che le future generazioni possano usarle con maggior responsabilità.

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Bibliografia

  • Zimbardo P. e Coulombe N. D. (2017), “Maschi in difficoltà. Perché il digitale crea sempre più problemi alla nuova generazione e come aiutarla”, Franco Angeli: Milano.
State of Mind © 2011-2017 Riproduzione riservata.
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