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L’ alcol, dall’uso non patologico alla dipendenza: considerazioni e trattamenti

L’ alcol è una sostanza psicoattiva, frequentemente e facilmente accessibile. L'uso di alcol si può distinguere in uso non patologico, abuso e dipendenza.

ID Articolo: 146543 - Pubblicato il: 09 giugno 2017
L’ alcol, dall’uso non patologico alla dipendenza: considerazioni e trattamenti
Messaggio pubblicitario Università di Psicologia Milano - SFU 01-2017
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L’ alcol è una sostanza psicoattiva che, al pari del tabacco e del caffè, è frequentemente utilizzata. E’ fondamentale però distinguere tra: uso non patologico, abuso e dipendenza.

Giovanni Belmonte

 

Messaggio pubblicitario L’ alcol è una sostanza psicoattiva che, al pari del tabacco e del caffè, è frequentemente utilizzata. Spesso, per i bambini, il primo contatto con l’ alcol può avvenire all’interno delle mura domestiche; infatti, non è inusuale che l’alcol si trovi sulle nostre tavole. In adolescenza, invece, dove il gruppo dei pari assume un ruolo fondamentale, è frequente che durante le uscite o alle feste si venga esposti all’ alcol. In particolare, relativamente al consumo di sostanze, è fondamentale distinguere tra:

  • Uso non patologico: uso ricreativo e sociale senza conseguenze a livello sia fisico che cognitivo.
  • Abuso: modalità di uso patologico delle sostanze psicoattive. L’individuo continua ad assumere alcol nonostante sia consapevole di avere un problema (sociale, lavorativo) causato dall’uso della sostanza .
  • Dipendenza: è caratterizzata da una scarsa capacità di controllo su consumo della sostanza psicoattiva che viene assunta nonostante il manifestarsi di conseguenze avverse.

Alcol e sostanze: i criteri del DSM per la diagnosi di un disturbo

I criteri riportati nel DSM per il Disturbo da uso di sostanze fanno riferimento a una modalità patologica d’uso della sostanza che conduce a disagio o compromissione clinicamente significativi, come manifestato da almeno due delle condizioni seguenti, che si verificano entro un periodo di 12 mesi:

  • La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto;
  • Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza;
  • Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza (per es., recandosi in visita da più medici o guidando per lunghe distanze), ad assumerla, o a riprendersi dai suoi effetti;
  • Craving o forte desiderio o spinta all’uso della sostanza;
  • Uso ricorrente della sostanza che causa un fallimento nell’adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa;
  • Uso continuativo della sostanza nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza;
  • Importanti attività sociali, lavorative o ricreative vengono abbandonate o ridotte a causa dell’uso della sostanza.
  • Uso ricorrente di alcol in situazioni nelle quali è fisicamente pericoloso (ad esempio alla guida).
  • Uso continuato di alcol nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico (es: perdita di memoria), che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza.
  • Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti:
    • Il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato;
    • Un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza.
  • Astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti:
    • La caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza (riferirsi ai Criteri A e B dei set di criteri per Astinenza dalle sostanze specifiche);
    • La stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza.

Nella diagnosi bisogna specificare se:

  • La persona beve in Ambiente Controllato
  • Codificare il decorso della Dipendenza: Remissione Precoce (3<x<12 mesi); Remissione Protratta (>12 mesi)
  • Ed infine, stabilire la gravità attuale: Lieve: 2‐3 sintomi; Moderata: 4‐5 sintomi; Grave: 6 o più sintomi

Circa il 13% della popolazione negli Stati Uniti, durante il corso della sua vita soddisfa i criteri per l’abuso di alcol e circa il 5% per dipendenza da sostanza da alcol.

CAGE: il questionario per scoprire se si soffre di un disturbo da uso di alcol

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Un breve questionario, che permette di comprendere se una persona abbia un disturbo legato all’ alcol, è il CAGE. In particolare, questo test prevede quattro domande:

  1. Ha mai pensato che dovrebbe smettere di bere?
  2. Si è mai irritato perché alcune persone la criticano a causa del bere?
  3. Si è mai sentito in colpa perché beve troppo?
  4. Si è mai svegliato al mattino pensando di bere come prima cosa?

Due o più risposte positive indicano un uso problematico di alcol.

I trattamenti per i disturbi correlati all’uso di alcol

Sono stati avviati diverse tipologie di trattamenti per i disturbi correlati all’ alcol. Nel trattamento farmacologico vengono spesso utilizzate due categorie di farmaci:

  • Farmaci che agiscono su desiderio di bere: Disulfiram (Antabuse) e Naltrexone.
  • Farmaci che riducono di effetti dell’astinenza: Valium.

Riguardo ai trattamenti psicologici troviamo:

  • Terapia di gruppo: vi è spesso un professionista che dirige il gruppo. Il confronto tra le persone che abusano di alcol è molto importante, in quanto le persone sono spinte a non mentire e a non negare di fronte a persone che conoscono bene questi meccanismi.
  • Interventi ambientali: all’interno delle residenze protette, la persona è impossibilitata a procurarsi le sostanze, in quanto la persona è osservata 24h su 24h. L’intervento viene spesso abbinato alla somministrazione di farmaci e mostra buoni risultati.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: si basa su alcune tecniche come il condizionamento avversivo, che condiziona l’assunzione della sostanza in modi negativi, e il training di abilità. Per un paziente alcolista è fondamentale imparare determinate abilità di base al fine di riconoscere i segnali di rischio per una ricaduta, ad esempio andare a una festa, fare un brindisi.

Il 99% degli approcci mirano all’astinenza completa dall’ alcol; altri invece parlano di uso controllato, cioè un uso non problematico.

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Bibliografia

  • Jill M.Hooley, James N. Butcher, Matthew K. Nock, Susan Mineka (2017) Psicopatologia e psicologia clinica, in Giulia Buodo et al. (a cura di), Pearson Italia, Milano – Torino
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