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L’ effetto del pensiero desiderante sul craving e sull’intenzione al bere – Riccione, 2017

La ricerca, esposta al Forum di Riccione, indaga il ruolo del Pensiero Desiderante nel mantenere soggetti con Disturbo da Uso di Alcol in stato di craving

ID Articolo: 146189 - Pubblicato il: 30 maggio 2017
L’ effetto del pensiero desiderante sul craving e sull’intenzione al bere – Riccione, 2017
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L’ effetto del pensiero desiderante sul craving e

sull’intenzione al bere

Beltrami, D., Ferrari, C., Gemelli, A., Caselli, G. – Studi Cognitivi Modena

 

Recenti studi sulla dipendenza da uso di alcol si sono focalizzati su alcuni costrutti specifici come craving, urge e pensiero desiderante (PD). Il craving è definito come una potente esperienza soggettiva che spinge il soggetto a cercare l’oggetto del proprio desiderio e si differenzia dall’urge, che è l’intenzione di consumare la sostanza; infine, il PD è uno stile di pensiero che riguarda attività, oggetti e stati specifici, orienta l’individuo a prefigurarsi immagini, informazioni o ricordi relativi ad esperienze positive collegate al target in questione, ed è uno dei maggiori elementi di mantenimento del craving.

Messaggio pubblicitario Me.Dia.Re. NOVEMBRE 2017 Due sono gli scopi della ricerca: standardizzare un questionario di valutazione dei segnali corporei o contestuali che spingono l’individuo ad assumere effettivamente la sostanza (Start Signal Questionnaire – SSQ) e capire se la tendenza al PD, in individui con Disturbo da Uso di Alcol (DEPENDENT) e altri che consumano la sostanza ma non soddisfano i requisiti per tal diagnosi (SOCIAL), oltre che mantenere i soggetti in stato di craving, produce questo tipo di segnale e di urge.

I due campioni sono stati sottoposti ad una batteria di test sul consumo di alcol e ad una registrazione audio composta da item neutri (DS) o correlati al consumo d’alcol (PD). A causa della scarsa numerosità del campione non è stato possibile procedere alla standardizzazione dell’SSQ e i dati sono stati analizzati preliminarmente. I risultati indicano che l’induzione al PD non porta ad un aumento del craving né dell’urge. L’induzione DS, invece, è associata ad una diminuzione significativa dell’urge.

 

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