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Quali sono i bisogni delle persone che soffrono di demenza?

Tom Kitwood e il gruppo di Bradford hanno proposto un modello che individua 5 bisogni che convergono nel bisogno centrale di amore nelle persone con demenza

ID Articolo: 145907 - Pubblicato il: 19 maggio 2017
Quali sono i bisogni delle persone che soffrono di demenza?
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Tom Kitwood e il gruppo di Bradford individuano un cluster di bisogni, fondamentali nella persona con demenza. Essi affermano che esista un bisogno onnicomprensivo nelle persone affette da questa malattia: il bisogno di amore, ovvero di un’accettazione generosa e incondizionata, senza alcuna aspettativa di una ricompensa diretta.

 

I bisogni più marcati delle persone che soffrono di demenza

In psicologia, con il termine bisogno si indica la mancanza, totale o parziale, di uno o più elementi importanti per il benessere della persona. Il bisogno è generalmente determinato da una condizione di squilibrio organismico, che produce quella spinta alla base dei comportamenti diretti al soddisfacimento e a ripristinare l’equilibrio mancante.

Tom Kitwood e il gruppo di Bradford individuano un cluster di bisogni, fondamentali nella persona con demenza. Essi affermano che esista un bisogno onnicomprensivo nelle persone affette da questa malattia: il bisogno di amore, ovvero di un’accettazione generosa e incondizionata, senza alcuna aspettativa di una ricompensa diretta.

Messaggio pubblicitario Il modello proposto individua, inoltre, cinque importanti bisogni che convergono nel bisogno centrale di amore. I bisogni individuati, presenti in tutti gli esseri umani, sembrano essere più marcati nelle persone con demenza, in quanto più vulnerabili e meno abili nell’intraprendere delle azioni volte al loro soddisfacimento.

  • Conforto
    Confortare una persona vuol dire fornire quel calore e forza che potrebbe consentirle di non andare in pezzi quando è in pericolo o sul punto di crollare”. Nella demenza è probabile che questo bisogno sia particolarmente forte quando la persona affronta un senso di perdita, quando è reduce da un lutto, dall’indebolimento delle proprie capacità o dalla fine di un modo di vivere che sembrava ormai consolidato.

 

  • Identità
    Possedere un’identità significa sapere chi si è a livello sia cognitivo che affettivo. Significa avere un senso di continuità con il passato e quindi una storia da raccontare agli altri. In qualche misura l’identità si forma anche dal confronto con gli altri, i quali trasmettono continuamente alla persona sottili messaggi sulla sua prestazione. Si può fare molto per preservare l’identità della persona, anche in presenza di decadimento cognitivo. Due cose sembrano essenziali: conoscere la storia di vita dell’individuo ed essere empatici, rispettando l’unicità del suo essere.

 

  • Essere occupati
    Essere coinvolti in modo personalmente significativo nelle attività che generano piacere. Il contrario è uno stato di noia e apatia. Le capacità delle persone deprivate di ogni occupazione si atrofizzano e ciò si ripercuote sulla propria autostima. Nella persona con demenza il bisogno di occupazione si manifesta nella voglia di dare il proprio contributo. Per soddisfare questo bisogno si rivela fondamentale una buona dose di creatività e la conoscenza del background della persona, e in particolare delle sue fonti più importanti di soddisfazione.

 

  • Inclusione
    Il bisogno di inclusione è radicato nella natura sociale dell’uomo; l’appartenenza al gruppo ha consentito alla specie di evolversi, in quanto essenziale per la sopravvivenza dell’uomo.
    La vita sociale delle persone con demenza tende a ridursi col progredire della malattia. Se questo bisogno non viene soddisfatto è facile che una persona peggiori e si ritiri. Soddisfare questo bisogno, vuol dire, invece, rendere la persona partecipe alle azioni e darle nuovi significati e ruoli.

 

  • Attaccamento
    Tutti gli individui, sin dalla prima infanzia, mostrano un forte bisogno di avere una base sicura a cui rivolgersi in caso di incertezza e a cui attingere per ricevere calore (J. Bowlby). La perdita di una figura di attaccamento primario mina fortemente il proprio senso di sicurezza. Questo bisogno è attivo tutta la vita e perdura nella malattia; può addirittura essere forte come nella prima infanzia in quanto la vita della persona con demenza può essere sovrastata da incertezze e ansie, poiché si trovano spesso in situazioni che sperimentano come ambigue e poco definite, ciò attiva fortemente il loro bisogno di avere accanto una persona che funga da base sicura.

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Il soddisfacimento di anche uno solo di questi bisogni porta, in qualche misura, al soddisfacimento degli altri.
L’attenzione a questi bisogni fa parte di un modello più ampio, definito Approccio di cura centrato sulla persona (PCC, Person Centred Care) proposto da Tom Kitwood e dai suoi collaboratori. L’ipotesi di fondo della PCC è la seguente: pur nella consapevolezza che la compromissione neurologica sia la causa principale della demenza, Kitwood ritiene che siano molti altri i fattori che incidono profondamente sul vivere quotidiano della singola persona che ne è affetta; e su come agisce, sente e pensa. Compito principale di chi si prende cura della persona è mantenere la personhood (l’essere persona nel suo senso più completo), nonostante il decadimento delle funzioni cognitive (Faggian et al., 2013).

 

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Bibliografia

  • Kitwood, T. (1997). The experience of dementia. Aging & Mental Health, 1(1), 13-22.
  • Faggian, S., Borella, E., Pavan, G. (2013), Qualità di vita e qualità di cura della persona con demenza. Dalla misurazione all’intervento, FrancoAngeli, Milano.
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