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Perchè impariamo a comprendere le altre persone solo dopo i quattro anni?

E' stato dimostrato come solo a 4 anni si sviluppi la teoria della mente e si riesca a comprendere l'altro e ad attribuirgli pensieri diversi dai propri.

ID Articolo: 144923 - Pubblicato il: 11 aprile 2017
Perchè impariamo a comprendere le altre persone solo dopo i quattro anni?
Messaggio pubblicitario Università di Psicologia Milano - SFU 01-2017
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All’età di circa quattro anni, i bambini cominciano improvvisamente a capire che gli altri, bambini o adulti, sono esseri pensanti e che la visione che hanno del mondo è spesso diversa dalla loro.  I ricercatori di Leiden e di Lipsia hanno esplorato come funziona questo meccanismo, pubblicando il loro studio su Nature Communications. 

 

 

All’età di circa quattro anni, improvvisamente, i bambini fanno quello che i coetanei di tre anni non sono in grado di fare: mettersi nei panni degli altri. I ricercatori del Max Planck Institute per le Scienze Umane Cognitive e Nervose di Lipsia e dell’Università di Leiden hanno spiegato come si verifica questo enorme passo evolutivo: una connessione cruciale di fibre cerebrali giunge a maturazione.

Nikolaus Steinbeis, ricercatore senior e psicologo dello sviluppo a Leiden, ha partecipato alla ricerca come co-autore dell’articolo, supervisionando la dottoranda Charlotte Grosse-Wiesmann, autrice principale dello studio.

 

Il “piccolo Maxi”

Se raccontate a un bambino di 3 anni la seguente storia del piccolo Maxi è molto probabile che lui non sia in grado di capirla.  “Maxi mette la sua tavoletta di cioccolato sul tavolo della cucina e poi va fuori a giocare. Mentre lui non c’è, sua mamma sposta il cioccolato nella credenza. Dove andrà Maxi a cercare il suo cioccolato una volta tornato in cucina?

Messaggio pubblicitario Un bambino di 3 anni non riesce a prevedere che Maxi cercherà il suo cioccolato sul tavolo (e non nella credenza come tendenzialmente rispondono i bambini a questa età) e non riesce a capire perché Maxi sarebbe sorpreso di non trovare il cioccolato sul tavolo dove lo aveva lasciato. È solo a partire dall’età di 4 anni che un bambino, in modo corretto, è in grado di prevedere che Maxi cercherà il cioccolato dove lui lo ha lasciato e non nella credenza, dove in realtà è, ma dove lui non può sapere che si trova.

 

Teoria della Mente

I ricercatori hanno osservato qualcosa di simile mostrando ad un bambino di 3 anni una scatola di cioccolato contenente matite invece di cioccolatini. Quando al bambino è stato chiesto secondo lui che cosa un altro bambino si sarebbe aspettato di trovare nella scatola, egli ha risposto “matite”, nonostante l’altro bambino non poteva affatto saperlo. Solo un anno più tardi, intorno all’età di 4 anni, però, i bambini interpellati capiranno che l’altro bambino pensa e si aspetta che nella scatola ci siano i cioccolatini. Quindi, tra i 3 e i 4 anni avviene una svolta evolutiva fondamentale: dal punto di vista sperimentale, i bambini cominciano a superare i test della falsa credenza, test in cui viene chiesto di prevedere il comportamento di un agente verso un oggetto sul quale però l’agente possiede una falsa credenza, riguardante tipicamente posizione, contenuto o natura.

Dal punto di vista cognitivo, i bambini cominciano ad attribuire pensieri e credenze agli altri esseri umani e cominciano a capire che le loro convinzioni possono essere diverse da quelle degli altri. Prima di questa età cruciale, i pensieri non sembrano esistere indipendentemente da ciò che vediamo e sappiamo del mondo. Questo finché il bambino non sviluppa una teoria della mente (ToM/Theory of Mind), la capacità appunto di rappresentazione dei propri e altrui stati mentali, in termini di pensieri e credenze, ma anche di desideri e sentimenti, al fine di spiegare e prevedere il comportamento.

 

Sviluppo indipendente

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia I ricercatori hanno ora scoperto cosa si celi dietro questa svolta. La maturazione delle fibre di una connessione neurale nota come fascicolo arcuato, tra i tre e i quattro anni, stabilisce una connessione tra due regioni cerebrali critiche. Una regione nella parte posteriore del lobo temporale, che supporta l’adulto nel pensare agli altri e ai loro pensieri; e una regione nel lobo frontale, che è coinvolta nel mantenere le cose a diversi livelli di astrazione e, di conseguenza, aiuta a capire ciò che il mondo reale è e cosa sono i pensieri degli altri.

Solo quando queste due regioni del cervello sono collegate tra loro attraverso il fascicolo arcuato, i bambini possono iniziare a capire che cosa pensano gli altri. Questo è ciò che consente di prevedere dove Maxi cercherà il suo cioccolato e cosa un bambino qualsiasi si aspetta di trovare all’interno di una scatola di cioccolatini.  È interessante notare che questa nuova connessione nel cervello supporta questa capacità indipendentemente dalle altre abilità cognitive, come l’intelligenza, il linguaggio o il controllo degli impulsi.

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