Messaggio pubblicitario

Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici (2015) – Recensione del libro

Il libro 'Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici' descrive diversi adattamenti della MBCT per le esigenze di pazienti oncologici

ID Articolo: 144340 - Pubblicato il: 31 marzo 2017
Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici (2015) – Recensione del libro
Messaggio pubblicitario Università di Psicologia Milano - SFU 01-2017
Condividi

Essenziale nel libro Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici è la voce di coloro che stanno introducendo la mindfulness nella propria vita durante il viaggio personale nel cancro e, l’aspirazione affinché questo libro supporti ulteriori studi relativi all’impatto psicologico degli interventi basati sulla mindfulness in persone affette da tumore.

Teresa Lamanna – OPEN SCHOOL Studi Cognitivi

 

Tra le malattie a minaccia per la vita, il cancro si pone come evento tra i più traumatici e stressanti col quale chi ne è colpito deve confrontarsi. Nonostante i progressi tecnologici in ambito oncologico, il vissuto soggettivo del cancro e l’interpretazione individuale e sociale di questa malattia restano quelli di un processo insidioso e incontrollabile che invade, trasforma e, lentamente, porta alla morte (Saccomani R., Raffaello Cortina, 1998).

 

L’assistenza psicologica al malato di cancro: la psico-oncologia

La psico-oncologia costituisce in ambito sanitario un riferimento per tutti coloro – oncologi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti – che nel trattamento della malattia neoplastica hanno una visione olistica del malato, tesa a tutelare e favorire una migliore qualità della vita del paziente considerandolo nella sua complessità, vista la inscindibilità negli esseri umani della componente biologica da quella emozionale (Società italiana di psico-oncologia, Sipo, 1998).

Il rispetto della vita e della persona umana, della famiglia e dei nuclei di convivenza, il diritto alla tutela delle relazioni e degli effetti, la considerazione e la cura del dolore, il sostegno psicologico nelle diverse fasi della malattia costituiscono gli obiettivi principale della disciplina. La psico- oncologia può essere considerata un approccio multidisciplinare. Esistono due grandi linee di indirizzo teorico (Guarino 1996):

  1. La prima si occupa delle ricerca. Essa indaga sulle componenti psicosomatiche del cancro con studi sulla influenza delle variabile psicologiche nella con-causa delle neoplasie, cerca cioè, di confermare l’ipotesi per cui certe caratteristiche psicologiche in forza del legame mente-corpo, sarebbero dei fattori predisponenti l’insorgenza della malattia neoplastica. Sempre all’interno della ricerca in psicologia oncologica, ma in un altro ambito, vi è un’intensa attività per determinare le reazioni psicologiche del paziente in ogni fase della malattia. Si cerca di giungere all’approfondita conoscenza dei bisogni del malato neoplastico e delle dinamiche messe in atto, sia dal paziente, sia dall’ambiente sociale, in cui vive o viene a trovarsi per necessità imposte dalla malattia.
  2. La seconda si occupa dell’aspetto assistenziale. Essa studia le varie modalità di approccio neoplastico psicoterapeutico, psicometrico e di assistenza, per aiutare il paziente neoplastico ad affrontare al meglio la malattia e per prevenire le sequele psicologiche quali la depressione e l’ansia.

Messaggio pubblicitario Me.Dia.Re - Master Mediazione 2017-2018 L’assistenza psicologica è importante sia per affrontare e gestire i numerosi eventi stressanti, a cui il paziente è sottoposto durante l’arco della malattia, sei per il possibile ruolo che fattori, di natura emozionale, possono avere sul decorso della malattia (Spiegel, 1994). Il malessere psicologico quindi, sia che si esprima sotto forma di ansia aperta e di aggressività, o forma depressiva, con il rinchiudersi in se stessa della persona, esiste ed in più la sofferenza psicologica si può esprimere anche nel dolore fisico.

Chiunque lavori in ambito oncologico, abbia un tumore oppure si occupi di una persona vicina che ne è affetta, saprà troppo bene che il cancro e il suo trattamento possono offrire continue opportunità di sperimentare dolore, disagio, rabbia, paura e disperazione. Può apparire del tutto normale e comprensibile che, in seguito a queste esperienze, ci si possa sentire molto angosciati, al punto in cui l’approccio a qualsiasi suggerimento di “potrebbe esserci un altro modo per rapportarsi a queste esperienze” deve essere fatto con grande sensibilità. È qui che la personale esperienza diretta di Trish di essere tanto paziente oncologica quanto un’insegnante di centinaia di malati di cancro, è così utile nella descrizione del suo libro “Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness per pazienti oncologici” .

 

Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness per pazienti oncologici: la premura verso la sofferenza propria e altrui

In Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici Trish Bartley descrive e sviluppa in modo originale il modello della MBCT (Mindfulness based cognitive therapy) dedicandosi ai pazienti oncologici.

Lo stimolo per il programma di Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici (MBTC-Ca) deriva dal primo incontro personale di Trish con il cancro (ne ebbe un secondo proprio mentre scriveva questo libro). Questa esperienza, insieme al suo coinvolgimento con l’insegnamento e la sua formazione nella Mindfulness based cognitive therapy, rende Trish straordinariamente adatta al compito che si è assunta. La Mindfulness based cognitive therapy per pazienti oncologici si fonda nell’idea la nostra sofferenza emerge in realtà da come ci relazioniamo alle esperienze di dolore, disagio e difficoltà che alle esperienze stesse. Tale prospettiva indica la possibilità di poter ridurre l’angoscia apprendendo un nuovo modo di rapportarsi con le esperienze spiacevoli e indesiderate, anche se si può fare poco per cambiare l’esperienza in sé.

Uno degli aspetti più belli e potenti della terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici è l’enfasi posta sull’apertura e la premura verso la sofferenza altrui, così come la propria, sul connettersi con la condizione umana condivisa con tutti coloro che sono toccati dal cancro e, sull’estendersi oltre l’isolamento che dolore e angoscia possono così spesso rafforzare. L’importanza della gentilezza e della compassione nelle pratiche mindfulness non è sempre stata riconosciuta esplicitamente. Ora la situazione sta cambiando: ad esempio, disponiamo di evidenze empiriche per cui una maggiore compassione nelle pratiche e una maggiore compassione verso se stessi costituisce una delle vie principali che rendono vantaggiosa la Mindfulness based cognitive therapy nel trattamento della depressione.

Il libro Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici descrive inoltre diversi e creativi adattamenti della struttura base della Mindfulness based cognitive therapy per le esigenze specifiche dei pazienti oncologici: sono stati sviluppati una varietà di nuove pratiche brevi, metodi per aumentare la propria sensibilità ai messaggi, e altri le esperienze di sofferenza negli elementi di cui si compongono. In tutto il testo, la descrizione dettagliata delle pratiche è ospitata in un ampio recipiente di calore, con passione e grande sensibilità alle dinamiche del processo di gruppo.

Essenziale nel libro Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici è la voce di coloro che stanno introducendo la mindfulness nella propria vita durante il viaggio personale nel cancro e, l’aspirazione affinché questo libro supporti ulteriori studi relativi all’impatto psicologico degli interventi basati sulla mindfulness in persone affette da tumore.

Il programma di otto settimane descritto in v è un’elaborazione della terapia cognitiva basata sulla mindfulness per la prevenzione delle ricadute depressive e la riduzione dello stress. Nel libro Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici si condivide quanto appreso dall’insegnamento della MBCT-Ca  a oltre 30 gruppi di pazienti oncologici. È tratta da più di dieci anni di esperienza di valutazione, sviluppo e ridefinizione del programma.

Messaggio pubblicitario centro psicoterapia Il libro è suddiviso in tre parti e inizia descrivendo in modo generale la mindfulness. In seguito viene descritto un incontro di tre persone affette da tumore che hanno partecipato a un corso basato sulla mindfulness e, attraverso la loro esperienza, si costruisce un quadro di ciò che può offrire la mindfulness a persone con storia analoga. L’ultimo capitolo della sessione delinea un modello dei pattern psicologici del disagio (distress) derivante dal cancro.

La seconda parte di Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici si accosta alle otto settimane della MBCT-Ca, da prima dell’inizio del corso sino a dopo la sua conclusione . Il primo capitolo delinea il metodo di reclutamento dei malati di cancro e descrive come li si prepara al corso. I capitoli successivi analizzano il programma in dettaglio, settimana per settimana, includendo vari aneddoti dei partecipanti.

Successivamente, vengono esaminate le pratiche di mindfulness contenute nel programma: il loro adattamento per i pazienti oncologici e la descrizione delle pratiche brevi impiegate e si descrivono i metodi per sostenere i partecipanti dopo il corso e il lavoro individuale per chi non sta bene. Un intero capitolo, invece è dedicato all’ intervento basato sulla mindfulness per coloro che stanno ricevendo cure palliative.

Nella terza parte di Terapia cognitiva basata sulla mindfulness per pazienti oncologici si passa all’esplorazione del ruolo dell’insegnante di un corso mindfulness – based impegnata per pazienti oncologici. Si trattano alcune difficoltà che incontra nel suo ruolo e le qualità di cui potrebbe necessitare. Si analizzano questioni relative a pratiche e intenzioni nell’insegnamento della mindfulness e si spiega l’importanza del processo di gruppo nella MBCT-Ca.

 

Ma cos’è la mindfulness ?

La parola mindfulness, traduzione inglese della parola in lingua Pali (la lingua dell’antico Canone buddista) “Sati”, significa letteralmente presenza mentale o consapevolezza. E’ una forma particolare di consapevolezza, non cognitiva, non discorsiva, un modo di essere in contatto (un contatto non filtrato da immagini mentali piene di emozioni dolorose che trasformano e appesantiscono la realtà) con ciò che accade nel momento presente, nello stesso momento in cui accade.

È la chiara e decisa consapevolezza di ciò che realmente accade a noi e in noi nei momenti successivi alla percezione. È chiamata nuda poiché riguarda solo i puri e semplici fatti della percezione, presentandosi attraverso i cinque sensi o attraverso la mente senza reagire ad essi.

Lo stato mentale della consapevolezza così intesa è lo stato naturale della mente intrinseca a noi esseri umani quando essa non è agitata dai movimenti di avversione e attaccamento, dalla proliferazione mentale, dalla confusione, dal torpore che la allontanano dalla chiara visione dell’esperienza del momento; “qualifica la mente nella sua funzione di pura conoscenza/esperienza, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale); implica il riuscire a diventare più intimi con la propria esperienza momento per momento attraverso l’esercizio sistematico dell‘osservazione (attenzione intenzionale non giudicante) di ciò che sorge fuori e dentro di sé, con una sospensione intenzionale dell’impulso a definire, valutare e giudicare l’esperienza. La mindfulness non agisce sui contenuti dolorosi, interni o esterni che siano, ma sulla relazione che con essi abbiamo.

Porta cioè a non essere più in relazione con la realtà a partire dalle nostre sensazioni, emozioni, pensieri, ma assieme a questi che diventano non tanto abiti della nostra identità, lenti che deformano il mondo con cui entriamo in contatto, ma viceversa oggetti essi stessi facenti parti di quella realtà di osservazione e di consapevolezza di una mente calma e chiara la cui funzione non è tanto quella di giudicare, opporsi, reagire, negare, deformare ma di conoscere, e dunque prima di tutto accettare, la realtà per come essa si presenta e di rispondere ad essa in modo utile e salutare per il proprio benessere.

La proposta della mindfulness dunque è di iniziare a spostare l’attenzione dall’evento percepito come doloroso allo strumento che questo evento percepisce, cioè la mente. Dalla malattia a come la mente accoglie l’esperienza della malattia, la percepisce a livello sensoriale e la interpreta a livello cognitivo e reagisce ad essa a livello emotivo.

Le pratiche mindfulness aiutano a coltivare alcune qualità mentali – pazienza, attenzione non giudicante, accettazione, curiosità, chiarezza mentale, serenità, decentramento, compassione, gioia – utili a liberare la mente stessa dalla morsa dell’avversione (che si trasforma in rabbia persecutoria o in depressione); della paura (da cui la negazione e la confusione); dell’auto-referenza (perché proprio a me…); dell’attaccamento ad una identità cristallizzata (che porta all’impossibilità di rispondere efficacemente alle richieste di cambiamento psicologico, fisico e sociale che la malattia impone).

Per chi convive con una malattia oncologica e con il suo carico di dolore, ansia e paura, mente mindful significa per esempio poter notare le sensazioni, le emozioni, i pensieri via via che sorgono senza correre in avanti saltando a piè pari in conclusioni a priori; poter fare attenzione alla qualità della sensazione dolorosa, a come pulsa, alla sua temperatura, a come si modifica, osservandola attentamente e in profondità attimo per attimo nel suo manifestarsi cosicché forse è possibile sperimentare che non è un qualcosa di enorme, fisso e spaventoso, ma un processo in continua trasformazione; significa notare la rabbia, la paura che sorge e fare esperienza di queste, di come esse si manifestano nella mente e nel corpo, non come la “mia rabbia”, “la mia paura” che porterebbe automaticamente a giudicarsi, a negarla, reprimerla o agirla contro sé o gli altri, ma come fenomeni che sorgono, occupano uno spazio temporale conoscibile attraverso le impressioni sensoriali e svaniscono.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 3, media: 4,67 su 5)

Articolo consigliato dall'autore

Crea consapevolmente!Il legame tra la pratica di Mindfulness e la creatività

Crea consapevolmente! Il legame tra la pratica di Mindfulness e la creatività

La mente del principiante, coltivata da chi fa pratica di Mindfulness, è simile alla mente dotata di creatività, che trova soluzioni fuori da schemi appresi

Bibliografia

  • Allen D. Myand religion in mircea eliade. 2002
  • Anderson R. Warm smiles from cold mountains. trad.it Il sorriso della montagna. Insegnamenti maestro Zen, 1995
  • Collins H. trad. it. E’ più facile di quanto credi. La via buddhista alla felicità, Armando , Roma 1996
  • Guarino A. La psiconcologia dell’età evolutiva. Erickson editore, 1994
  • Lewin K. Teoria e sperimentazione in psicologia, Bologna, il Mulino 1994
  • Saccomani R. Psico-oncologia clinica. Milano: Raffaello Cortina, 1998
  • Società Italiana di psico-oncologia. Opzioni e raccomandazioni per una buona pratica psico-oncologica. Sipo 1998
  • Spiegel D. Health caring. Psycological support for patients with cancer. 1994
State of Mind © 2011-2017 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario SCUOLA DI PSICOTERAPIA
Messaggio pubblicitario centro psicoterapia

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Sono citati nel testo

Categorie