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Numeri e mappe ti rendono nervoso? Potrebbe essere colpa dei geni!

Uno studio sui gemelli ha indagato il contributo genetico e ambientale allo sviluppo dell'ansia spaziale e matematica e le differenze di genere.

ID Articolo: 144003 - Pubblicato il: 08 marzo 2017
Numeri e mappe ti rendono nervoso? Potrebbe essere colpa dei geni!
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Ansia spaziale e matematica: I nostri geni giocano un ruolo fondamentale nel determinare quanto ci sentiamo ansiosi nell’affrontare compiti spaziali o matematici, come ad esempio leggere una cartina geografica o risolvere un problema di geometria.

 

Ansia spaziale e matematica e le possibilità di fallire

Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori del King’s College di Londra le abilità spaziali sono importanti nella vita di tutti i giorni e sono strettamente connesse al successo nelle professioni STEM (acronimo inglese che sta per Scienza, Tecnologia, Ingegneria -Engineering in inglese- e Matematica). Tuttavia, le persone presentano una forte variabilità individuale e i ricercatori ritengono che questo sia dovuto in parte all’ansia. Allo stesso modo, l’ ansia spaziale e matematica si pensa possa compromettere il successo in tale disciplina in ambito scolastico e scoraggiare le persone dall’usare le abilità matematiche nella vita di tutti i giorni.

Indagare i fattori genetici e ambientali che sottendono l’ansia è un primo passo necessario nell’identificazione di geni specifici che rendono certe persone più ansiose di altre. Se geni e ambienti che contribuiscono ad una specifica forma d’ansia, come ad esempio l’ansia spaziale, sono differenti da quelli che contribuiscono ad altre forme d’ansia, come quella matematica, ciò suggerisce che esse dovrebbero essere trattate in modo differente per ottenere risultati positivi.

 

Neuropsicologia: le differenze di ansia spaziale e matematica nei gemelli

Messaggio pubblicitario Nello studio pubblicato su Scientific Reports, i ricercatori hanno valutato l’ansia all’interno di un campione di più di 1400 gemelli di età compresa tra 19 e 21 anni appartenenti al Twins Early Development Study (TEDS), uno dei principali studi longitudinali condotti su gemelli, il cui fondamentale contributo scientifico è riconosciuto a livello mondiale.

I ricercatori hanno identificato numerose differenti forme di ansia: generale, matematica e spaziale, quest’ultima indagata in compiti di navigazione nello spazio e in compiti di rotazione visuospaziale/visualizzazione. Tutte le forme di ansia identificate mostrano una sostanziale componente genetica, in cui il DNA spiega più di un terzo della differenza individuale tra soggetti. Le condizioni di crescita non condivise, invece, spiegano il resto della variabilità dell’ansia spaziale; si tratta di ambienti e condizioni che i gemelli cresciuti nella medesima famiglia non hanno condiviso, come ad esempio differenti attività extracurriculari, insegnanti e amici. Ad esempio, condizioni e ambienti non condivisi come la guida, l’andare in bicicletta o giocare a videogiochi potrebbero essere particolarmente rilevanti per l’ansia spaziale.

Lo studio ha inoltre dimostrato che le persone che sono ansiose nello svolgere compiti di navigazione nello spazio non lo sono necessariamente quando affrontano compiti di rotazione/visualizzazione, come lo è ad esempio il completamento di un complesso puzzle. Lo stesso meccanismo è stata evidenziato per quanto riguarda l’ansia matematica e quella generale, dimostrando che chi sperimenta ansia spaziale non necessariamente tende ad essere una persona ansiosa in generale o a sperimentare ansia in altre attività STEM come lo sono ad esempio quelle matematiche.

Messaggio pubblicitario I ricercatori hanno inoltre riscontrato un piccola ma significativa differenza di genere all’interno del campione: le donne risultano più ansiose degli uomini in tutte le aree indagate. Questo secondo i ricercatori potrebbe essere dovuto alla maggiore propensione femminile a svelare i propri sentimenti d’ansia oppure all’ansia generata dallo stereotipo secondo cui le discipline STEM sono “cose da uomini”.

Margherita Malanchini dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) al King’s College di Londra ha affermato:

I nostri risultati hanno implicazioni molto importanti, dal momento che suggeriscono che alcuni degli stessi geni contribuiscono all’ansia in differenti aree, ma che molti di loro sono specifici per ciascun dominio. Isolare con esattezza specifici geni per l’ansia potrebbe aiutare ad identificare i bambini più a rischio fin da fasi precoci dello sviluppo, e di conseguenza intervenire e prevenire lo sviluppo dell’ansia in questi diversi contesti. Ad esempio, per i bambini a più alto rischio di ansia matematica, interventi che mirino ad accrescere la motivazione e forniscano feedback positivi potrebbero essere d’aiuto riducendo l’ansia e migliorando la performance in tale disciplina.

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