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La Propensione a Scusarsi: i Tratti di Personalità che Aiutano

La volontà di scusarsi riflette un funzionamento psicologico sano ed adattivo: più umiltà, empatia e orientamento verso gli altri.

ID Articolo: 25617 - Pubblicato il: 01 febbraio 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

La volontà di scusarsi riflette un funzionamento psicologico sano ed adattivo.

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Chiedere scusa dopo aver commesso un errore non è semplice per tutti allo stesso modo. Le ricerche sulla “propensione a scusarsi” (disposition to apologize) sono proliferate soprattutto nel corso dell’ultimo decennio: prima di allora, tale costrutto è stato studiato solamente in relazione ai concetti di “clemenza” e “perdono”, e considerato un loro precursore (Exline & Baumeister, 2000).

Uno degli studi più interessanti che si è invece focalizzato nello specifico sulla propensione a chiedere scusa è stato condotto da Lazare nel 2004: il ricercatore è stato tra i primi a mettere in evidenza come questa capacità non sia presente in tutte le persone in egual misura.

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I più propensi a chiedere scusa sarebbero infatti coloro che mostrano più umiltà, empatia e orientamento verso gli altri; chi possiede credenze positive sul sé, chi crede nella possibilità di migliorare in merito alle esperienze vissute e chi ha un’impostazione mentale fondata sull’accettazione non giudicante delle persone e degli eventi che accadono sembra essere maggiormente in grado di comprendere i propri errori e agire di conseguenza (Lazare, 2004).

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Più in generale, gran parte degli studi condotti sul tema sono giunti a concludere che la volontà di scusarsi rifletta un funzionamento psicologico sano ed adattivo (Howell, Dopko, Turowski, Buro, 2011).

Howell e colleghi, della Grant MacEwan University (Canada) hanno condotto un interessante studio volto sia ad identificare nello specifico i tratti di personalità correlati alla willingness to apologize, sia a testare lo strumento da loro sviluppato per misurare il costrutto in questione (questionari precedenti si erano più generalmente focalizzati sulla riconciliazione o su situazioni specifiche: Ashy, Mercurio, & Malley-Morrison, 2010; Sandage, Worthington, Hight, & Berry, 2000). Il PAM (Proclivityto Apologize Measure), un questionario di 35 item, è stato così somministrato ad un gruppo di studenti canadesi, insieme ad una batteria composta da 12 ulteriori questionari self-report.

Come previsto, livelli più alti di propensione a scusarsi correlavano positivamente con alti livelli di accettazione (scala della mindfulness) e di compassione verso se stessi e verso gli altri. Ad essere più propensi a scusarsi erano anche coloro che riportavano livelli maggiori di benessere, una maggior tendenza a vedere le persone come in grado di cambiare e un maggior orientamento verso gli altri (dimensione del caring).

Messaggio pubblicitario Chi si riteneva soddisfatto dei propri livelli di autonomia, competenza e delle proprie relazioni e riferiva un alto grado di autostima riportava meno difficoltà nel riconoscimento degli errori commessi e chiedeva scusa con più naturalezza.

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I fattori che invece ostacolavano l’inclinazione a scusarsi erano invece la tendenza all’evitamento, alti livelli di supponenza e intransigenza e tutti i tratti di personalità riconducibili al narcisismo, come il self-focus (Howell et al., 2011).

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Si tratta di risultati particolarmente interessanti, ma occorrono ulteriori studi che indaghino lo stesso costrutto basandosi su un campione più ampio e utilizzino il questionario di Howell e colleghi, in modo da testarne l’efficacia.

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