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La Meditazione migliora l’umore e la plasticità cerebrale

Meditazione: un recente studio rileva come praticare la meditazione porti a miglioramenti del tono dell’umore e della neuroplasticità.

ID Articolo: 11148 - Pubblicato il: 15 giugno 2012
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– FLASH NEWS – 

Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze PsicologicheMeditazione: In un recente articolo apparso online su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) gli scienziati Yi-Yuan Tang del Texas Tech e Michael Posner della University of Oregon hanno rilevato un miglioramento del tono dell’umore e livelli di neuroplasticità in individui che praticavano una particolare forma di meditazionedefinita dagli autori “integrative body-mind training” (IBMT), una pratica meditativa derivata dalla medicina tradizionale cinese-  per un mese per un minimo di undici ore totali.

Al di là di precedenti risultati che dimostravano cambiamenti nella connettività cerebrale a seguito della pratica meditativa, questo studio ha ulteriormente coinvolto 68 studenti universitari cinesi della Dalian University of Technology definendo in modo più specifico la natura di tali alterazioni.

A seguito della pratica, nel gruppo sperimentale sono stati rilevati un aumento della mielinizzazione e della densità assonale in particolare in relazione alla corteccia cingolata anteriore rispetto al gruppo di controllo sottoposto per pari tempo a un più generico training di rilassamento. Parimenti lo studio ha rilevato cambiamenti nel tono dell’umore attraverso questionari self-report a seguito del periodo di pratica meditativa.

Questo pattern dinamico di neuroplasticità della materia bianca localizzato in relazione alla corteccia cingolata anteriore – area importante nell’autoregolazione e i cui deficit di attivazione sono presenti in alcuni disturbi quali ADHD, depressione e schizofrenia– può considerarsi un contributo a livello neurobiologico per comprendere i meccanismi che sottendono gli effetti della peculiare pratica meditativa indagata. Resta comunque da verificare con cautela la generalizzabilità di tali esiti ad altre tipologie di tecniche di mindfulness, gli effetti a lungo termine anche di una pratica più intensa e duratura e una correlazione dei cambiamenti neuroplastici a outcome emotivo-cognitivo e comportamentali più specifici

 

 

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  • Daniele

    Con lo Yoga della Risata è possibile praticare la più facile, più piacevole, più naturale e sembrerebbe, più potente forma di meditazione.
    Secondo il buddismo zen, 15 minuti di risate equivalgono a 6 ore di meditazione. Purtroppo con le attuali tecnologie non è possibile misurare l’attività cerebrale mentre uno se la sta ridendo di gusto e questo impedisce di avere dei dati oggettivi della questione.
    Questo gap può essere facilmente superato assumendosi la respons-abilità di sperimentare e valutare personalmente i benefici prodotti dalla pratica dello Yoga della Risata.
    “Siamo stati abituati a contare tutto ma le cose che contano veramente non si possono contare” (Albert Einstein)

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