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I Volti della Menzogna, di Paul Ekman – L’arte di mentire senza farsi scoprire.

 

I Volti della Menzogna (Paul Ekman) l'arte di mentire senza farsi scoprire -A detta di Samuel Butler “Qualsiasi imbecille può dire la verità, ma è necessario un uomo di senno per saper mentire bene”. Raccontare una bugia e darla a bere a chi ci sta di fronte non è così semplice. Certo, il fattore sfortuna è sempre in agguato: avete appena terminato di raccontare ai vostri genitori della interessantissima giornata trascorsa a scuola ed eccovi immortalati in un servizio del tg serale mentre gozzovigliate alla Fiera del Fumetto. Ci sono però degli errori che commettete vostro malgrado: essere colti alla sprovvista con una domanda e non avere pronta una storia, non ricordare quanto raccontato in precedenza e cadere in contraddizione sono errori strategici che possono far nascere il sospetto che non la stiate contando giusta; dopo aver mentito occorre avere buona memoria e prontezza di spirito, e non è cosa da tutti!

Quando poi entrano in gioco le emozioni, queste creano dei problemi assolutamente particolari. “Le bugie fanno fiasco perché trapela qualche segno di un’emozione nascosta”, come per esempio la paura di essere scoperti, il senso di colpa perché si sta mentendo e in alcuni casi l’incontenibile piacere provato all’idea di beffare l’altro.

La situazione si fa ancora più complicata quando si tenta di celare un’emozione simulandone un’altra. Provate a mostrarvi arrabbiati quando invece avete paura: la vostra faccia si contorcerà facendovi somigliare ad un ritratto cubista perché gli impulsi suscitati dai due sentimenti tirano in direzioni opposte; per esempio le sopracciglia nella paura si sollevano involontariamente, ma nella rabbia bisogna aggrottarle!

Lie to me. - Immagine: © Fox Broadcasting Company -

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Ma quali sono gli indizi che svelano l’inganno? Ce li spiega Paul Ekman, uno dei più grandi studiosi di emozioni e comunicazione non verbale, alle cui ricerche si sono interessati persino il Dipartimento di Difesa americano e i servizi segreti per il controspionaggio. Nel suo libro I volti della menzogna (che ha ispirato la celebre serie tv Lie to me con Tim Roth), Ekman indica cosa cercare nella voce, nelle parole, nel volto e nella postura delle persone per capire se stanno mentendo o meno.

Il capitolo più affascinante descrive gli indizi di menzogna nel viso e spiega come sia possibile distinguere le espressioni autentiche di un’emozione, determinate dall’attivazione dei muscoli involontari, da quelle false, dovute all’azione intenzionale dei muscoli volontari del viso. Ekman ha dedicato allo studio delle espressioni facciali decenni e migliaia di ore di attenta osservazione di videoregistrazioni, ed è stato il primo a sviluppare un metodo esauriente e oggettivo per rilevarle e quantificarle; il risultato di questo imponente lavoro è The Facial Action Coding System (1978), un corso programmato, completo di manuale, software, fotografie e filmati illustrativi che insegna a descrivere e misurare qualsiasi espressione. Un vero e proprio corso per lie detector! Ekman sostiene che con un po’ di esercizio e dedicando tempo a guardare ed ascoltare con attenzione, osservando la comparsa degli indizi descritti nel libro, si può effettivamente migliorare nella stima della probabilità che l’interlocutore stia mentendo. Il programma di training è disponibile anche sul sito www.paulekman.com.

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Se sperate invece che il libro vi sveli qualche trucco per mentire meglio, cascate male! A quanto pare saper mentire è un talento naturale, un’arte che non può essere appresa. A meno che non siate attori nati, ogni qual volta racconterete una bugia lascerete dietro di voi un’infinità di indizi inequivocabili! Fortunatamente per voi la gente di solito presta maggiormente attenzione proprio alle fonti meno degne di fede (es. le parole) anziché a quelle più affidabili (es. voce, corpo) lasciandosi trarre facilmente in inganno. Pertanto se ne avete appena raccontata una grossa, dormite pure sonni tranquilli! A meno che il vostro interlocutore non abbia seguito il training di Ekman, molto probabilmente la passerete liscia.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Ekman, P. (1989) I volti della menzogna (titolo originale: Telling Lies. Clues to deceit in the merketplace, politics, and marriage). Firenze. Giunti Editore spa
  • Ekman, P. & Friesen, W.V. (1978) The Facial Action Coding System. Palo Alto, Consulting Psychologists Press
  • Paul Ekman, sito ufficiale. www.paulekman.com


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  • Sandrasassaroli

    molto bello, ma aggiungendo due note da clinico, verrebbe da dire che la menzogna per noi è l’ espressione di temi centrali delle persone. Innanzitutto la diffidenza che non ci permette di fidarci delle intenzioni dell’altro. La bugia, la menzogna in questo caso sono delle coperte dentro le quali ci nascondiamo e ci proteggiamo dalle cattive intenzioni altrui.
    La menzogna può essere anche il segno di una percezione di estrema fragilità e impotenza. Incapace di affrontare le conseguenze delle mie azioni, di vedere la realtà nella sua interezza, invento qualcosa, che mi protegga e mi nasconda.  Come si vede da questi due piccoli esempi le menzogne possono parlare di come si vedono gli altri e di come vediamo noi stessi.
    Poi esistono le bugie strategiche che servono a ottenere scopi che altrimenti non pensiamo che siano raggiungibili. Probabilmente guardando questi bugiardi, più che emozioni contrastanti potremmo leggere freddezza, sospensione, allontanamento dalle emozioni.  E infine vorrei solo citare le menzogne dei “cattivi”, che si nascondono agli occhi del mondo e non permettono a nessuno di interferire con i loro scopi predatori. Che anche dietro queste menzogne ci sia una enorme vulnerabilità è evidente, la fiducia nel mondo è così lontana, che è impossibile a chiunque avvicinarsi. Curare i bugiardi? solo se si riesce a renderli capaci di vedere le proprie paure e fragilità e affrontare le conseguenze delle proprie azioni(e non sempre è accettabile, specie se il dolore è grande) e se si permette loro di ricostruire il rapporto e la fiducia negli altri (e non sempre questa apertura è consentita). Leggerò Ekman, ma mi verrebbe da dire che per i clinici la lettura delle menzogne è pane quotidiano.

  • Davi Valentina

    Il tema della menzogna per noi clinici infatti è estremamente importante. Gli studi di Ekman nascono proprio a seguito della domanda dei suoi alunni sulla possibilità di capire quando un paziente mente, in particolare quando si ha a che fare con pazienti che hanno più volte tentato il suicidio. Ekman scrive “qualunque medico ha il terrore di essere ingannato da un paziente che dice di sentirsi meglio e poi si suicida non appena liberato dalla sorveglianza ospedaliera”. 
    Proprio studiando i video dell’ultimo colloquio di una sua paziente che aveva simulato un umore positivo per ottenere la possibilità di tornare a casa e  poi si era suicidata, Ekman ha scoperto le microespressioni che rendono visibili i sentimenti nascosti e da lì si sono sviluppati i suoi studi successivi che ci hanno dato un enorme contributo per quanto riguarda la conoscenza della comunicazione non verbale.
    Io ho trovato il libro di piacevole lettura e secondo me fornisce ottimi spunti e strumenti per la terapia.

  • http://www.facebook.com/people/Chiara-Disalvo/1291741803 Chiara Disalvo

    veramente un bellissimo articolo!!! davvero interessante!! e lo dice una persona che è sincera di natura! ;)

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