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Il Disturbo Narcisistico di Personalità secondo la Teoria di Kernberg

All'interno dell'Organizzazione di Personalità Borderline si inseriscono tutti i disturbi di Personalità, compreso quello Narcisistico.

ID Articolo: 5318 - Pubblicato il: 02 febbraio 2012
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Il Disturbo Narcisistico di Personalità secondo la Teoria di Kernberg. - Immagine: © marcodeepsub - Fotolia.com L’Università Bicocca di Milano ha ospitato sabato scorso la Lectio Magistralis del prof. Kernberg sulla personalità narcisista. Ma cosa propone la sua teoria?

È innegabile come il lavoro del prof. Kernberg abbia rivoluzionato il mondo della psicologia, ma per poter comprendere come e quanto è necessario fare un salto nella “storia della psicologia dinamica”.

Verso la fine degli anni ’30 gli psicoanalisti americani iniziarono a incontrare nei loro ambulatori dei pazienti “strani” che non rientravano in nessuna delle due principali categorie diagnostiche individuate da Freud. Ebbe così inizio la diatriba sui “pazienti borderline”, ovvero al confine fra nevrosi e psicosi. Uno dei primi studiosi a cercare di risolvere quest’enigma fu Stern (1938) che ipotizzò l’esistenza di “borderline group of neuroses” (gruppo borderline delle nevrosi). Tuttavia questa definizione non convinceva, così negli anni furono avanzate differenti ipotesi, per esempio Knight (Knight, R. 1953) ipotizzò che questi pazienti sperimentavano stati borderline dell’Io, Hoch e Polatin (Hoch, P. & Polatin, P. 1949) parlarono invece di Schizofrenia Pseudonevrotica. Così il termine borderline iniziò ad essere associato a stati, sindromi e personalità, insomma c’era un po’ il rischio che a disorganizzarsi, ancor prima dei pazienti, fosse il sistema di classificazione.

Otto Kernberg, Lectio Magistralis Milano-Bicocca, Narcissistic personality disorder, towards DSM-5 - Lectio Magistralis by Otto Kernberg and Frank Yeoman - Immagine: © 2012 State of Mind

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La rivoluzione kernberghiana ebbe inizio negli anni ’60 quando la diatriba sui “pazienti borderline” era all’apice. Kernberg fu il primo ad avere il coraggio di avanzare l’ipotesi che Freud probabilmente si fosse sbagliato nel postulare l’esistenza di due classi diagnostiche, poiché in realtà queste erano tre: Organizzazione Nevrotica, Psicotica e Borderline di Personalità (Kernberg, O. F., 1967).

L’ Organizzazione di Personalità si articola intorno a tre criteri strutturali:

  • Esame di realtà, cioè la capacità di distinguere fra ciò che è vero e ciò che è frutto della nostra interpretazione.
  • Integrazione della personalità, ovvero la capacità di tenere nell’Io le rappresentazioni di Sé e dell’Oggetto.
  • Difese utilizzate, ovvero le strategie utilizzate per difendersi.

Senza nessuna pretesa di esaustività diremo solo che nei soggetti con Organizzazione di Personalità Borderline l’esame di realtà rimane intatto, mentre l’Io risulta non integrato e quindi deficitario nella capacità di integrare gli aspetti positivi e negativi dell’Oggetto che vengono costantemente idealizzati o svalutati, attraverso l’uso di difese primitive come la scissione.

Otto Kernberg, Lectio Magistralis Milano-Bicocca, Narcissistic personality disorder, towards DSM-5 - Lectio Magistralis by Otto Kernberg and Frank Yeoman (2) - Immagine: © 2012 State of Mind - Anteprima

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Secondo Kernberg è all’interno di questo tipo di Organizzazione di Personalità che si inseriscono tutti i Disturbi di Personalità, compreso quello Narcisistico.

Il professore distingue fra tre differenti tipi di narcisismo (Kernberg, O.; 1987 e 1975).

  • Il narcisismo sano, che tutti condividiamo, in cui l’investimento libidico su un sé integrato porta a essere ambiziosi, ad avere delle relazioni interpersonali e a essere in accordo con i propri valori morali.
  • Nel narcisismo infantile, basato sulla gratificazione/soddisfazione di bisogni, incluso il bisogno di entrare in connessione con l’altro, il soggetto, come un bambino, è insaziabilmente richiedente, incessantemente esigente e gli altri esistono solo in funzione della soddisfazione dei suoi bisogni.
  • Infine, il narcisismo patologico, che si configura come uno specifico disturbo di personalità, origina da un iperinvestimento della libido sul sé. Un sé non integrato, che mantiene scisse le rappresentazioni idealizzate del sé e degli altri, dando così origine ad un sé grandioso.

Kernberg spiega che il paziente narcisista apparentemente sembra funzionare bene poiché a uno sguardo superficiale il suo comportamento può apparire poco disturbato. Tuttavia indagando più a fondo si scopre che l’Io, composto solo da aspetti idealizzati del Sé e dell’Oggetto (gli altri), è diventato “grandioso”.

Messaggio pubblicitario Così il paziente narcisista si muove in una realtà pericolosa, perchè in ogni momento l’immagine grandiosa che ha di se stesso può venire invalidata. Per tentare di difendersi da questo rischio il narcisista è costretto a tenere lontani gli altri, che diventano automaticamente oggetto di rabbia e svalutazione. Questa forte svalutazione dell’altro però non basta a metterlo al riparo dalle emozioni negative. Purtroppo infatti il narcisista deve anche fare i conti con sentimenti di estrema inferiorità, generati da un Super Io sadico, che prescrive solo i “don’t”, che innescano sia un eccessivo bisogno di essere rassicurato che un profondo sentimento di invidia verso gli altri. L’altro è così sia un amato salvatore che un odiato rivale! Il rapporto con gli altri diventa frequentemente parassitario e improntato sullo sfruttamento per alimentare la propria autostima. Tutti questi vissuti sono inscritti in un profondo senso di solitudine, che Kernberg chiama magnificent loneliness, nel quale sono immersi questi pazienti.

Intervista a Frank Yeomans - State of Mind. - Immagine: © 2011-2012 State of Mind

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Lo sviluppo più drammatico del disturbo si osserva quando la grandiosità del paziente si combina con una forte quota di aggressività. Si sviluppa così il “narcisismo maligno”. Questa particolare forma di narcisismo porta il paziente ad aggiungere al suo sé grandioso anche un aspetto di onnipotenza “Posso fare quello che voglio. Per me le regole non valgono!”. In questa categoria si trovano pazienti la cui grandiosità è rafforzata dal senso di trionfo provato infliggendo dolore e paura agli altri.

Spiegare in così poche righe la complessa teoria del prof. Kernberg costringe a trascurare molti interessanti dettagli. Forse è un teoria un po’ aliena agli psicologi cognitivi che a concetti come pulsione, investimento libidico e relazioni oggettuali sono un po’ allergici, ma che sicuramente è interessante e prolifico approfondire.

 

 

BIBLIOGRAFIA: 

  • Knight, R. (1953). Borderline states. In Bullettin of the Menninger Clinic, 17, pp 1-24
  • Hoch, P. & Polatin, P (1949) Pseudoneurotic form of schizophrenia. In Psychiatric Quarterly, 38, pp 248-276
  • Kernbert, O. F.. (1967). Borderline personality organization. Journal of the American Psychoanalytic Association, 15, pp.236-253
  • Kernberg, O.F. (1975) Sndromi marginali e narcisismo patologico. Trad. it Bollati Boringhieri, Torino
  • Kernberg, O. F. (1987) Disturbi gravi della personalità. Trad. it Bollati e Boringhieri, Torino
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