State of Mind

ANCHE IL CALCIO PRATICATO NON FA BENE AL CERVELLO

ID Articolo: 4565
gennaio 13
10:22 2012
Modificato il: 13/01/2012 (10:22)
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Anche il calcio praticato fa male alla salute - Immagine: © Smileus - Fotolia.com - Che passare le domeniche sul divano davanti a una ventina di uomini che corrono dietro ad un pallone non fosse un’attività capace di promuovere lo sviluppo intellettivo, questo si sapeva, ma ora i ricercatori ci dicono che anche chi pratica questo sport mette a rischio il suo cervello.
In particolare uno studio dell’Albert Einstein College of Medicine ha dimostrato che colpire ripetutamente di testa la palla aumenta il rischio di lesioni cerebrali e deficit cognitivi.

I ricercatori hanno sottoposto 38 calciatori non professionisti, ma alle prese con questo sport dalla tenera età, a una delle più recenti tecniche di neuroimaging. Tale tecnica, nota con l’acronimo DTI  Diffusion Tensor Imaging, permette di ricavare una misura di anisotropia di diffusione, l’anisotropia frazionale FA, in grado di misurare il movimento delle molecole d’acqua lungo gli assoni. In un cervello sano ad alti indici di FA corrisponde un movimento uniforme. Una FA troppo bassa all’interno della materia bianca è invece stata associata a un movimento più disordinato, caratteristico dei pazienti con commozione cerebrale .

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Ai soggetti è stato chiesto di rievocare il numero di volte in cui hanno colpito il pallone di testa nel corso dell’anno passato. I risultati dei test confermano che gli individui che hanno dichiarato di aver compiuto il gesto atletico incriminato con maggior frequenza, esibivano lesioni cerebrali simili a suddetti pazienti con commozione cerebrale.
I danni si situano soprattutto in cinque regioni cerebrali collocate nel lobo frontale e nella regione temporo-occipitale, responsabili di importanti funzioni cognitive quali memoria, attenzione, funzioni esecutive e funzioni visive di ordine superiore.

Se i mariti volessero dunque continuare indisturbati a dedicare due sere a settimana al calcetto sarà bene che dimostrino che tale attività non sia dannosa per la loro salute. Come? Esibendo per esempio una memoria di ferro nel ricordare gli anniversari e un’attenzione più che vigile nel complimentarsi con la compagna per il nuovo taglio di capelli. In assenza di tali precauzioni c’è il rischio che tali informazioni vengano strumentalizzate da tutte quelle donne stufe di lavare calzini maleodoranti.
Considerando inoltre che il calcio è uno degli sport più praticati al mondo, i ricercatori si sono spesi anche nell’individuare un numero massimo di colpi, oltre il quale il danno diventa significativo. La soglia è stata stimata tra i 1000 e i 1500 colpi di testa l’anno.
Per facilitare una presa di coscienza del problema da parte dei calciatori, gli studiosi hanno fatto la divisione per loro: non più di tre colpi di testa al giorno

 

BIBLIOGRAFIA:

 

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