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Rimanda a domani la perfezione

ID Articolo: 866 - Pubblicato il: 20 luglio 2011
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Il rimandare è attività comune a tutti ma le ragioni che ci inducono a farlo sono diverse.

A rischio procrastinazione, ebbene sì, ci sono anche loro, i perfezionisti, coloro che fondano il proprio valore personale nell’eccellenza delle prestazioni.

Perchè mai persone così interessate a fare bene dovrebbero però concedere a se stessi il lusso di procrastinare? Forse perchè la frustrazione di aver rimandato un compito è comunque meno dolorosa della constatazione di non aver raggiunto la perfezione?

In tal senso procrastinare è un via di fuga, una strategia per non incrinare il proprio valore così saldamente ancorato all’esito perfetto delle proprie performance.

La strada che conduce il perfezionista alla procrastinazione è dunque un percorso in discesa.

Il punto di partenza è la tendenza a standard elevati. Se ad essi si accompagnano però garanzie di successo insufficienti, dal momento che ottenere meno della perfezione non è un’opzione considerata, il perfezionista sperimenta un senso di forte disagio a cui reagisce  col tentativo di nascondere a se stesso le proprie imperfezioni. In un attimo si ritrova ad affrontare attività giudicate meno pericolose perchè non coinvolte nella determinazione del proprio valore e il compito tanto temuto viene rimandato.

Ma come se ne esce? L’unica soluzione possibile sembrerebbe quella di accettarsi come persona fallibile concedendosi di fare il meglio che si può e non assecondando rigidi canoni di perfezione.

Ecco qualche pratico consiglio:

– tenere presente che il desiderio di eccellere non va abbandonato ma è ben diverso dall’aspirazione di essere perfetti;

– coltivare un atteggiamento mentale orientato all’apprendimento piuttosto che al risultato: solo gli errori ci insegnano come fare meglio la prossima volta;

– esercitarsi a essere meno critici verso se stessi e gli altri sottolineando le cose che vanno bene;

– chiedersi più spesso “quanto me ne importerà di ciò tra un anno?”  aiuterà se stessi a calare le situazioni in una prospettiva più ampia;

– fare spazio all’idea di abbastanza bene, ancora meglio celebrare gli errori;

– allenare la propria mindfulness: prendere nota del proprio scopo poi dimenticarlo e godersi il viaggio per arrivare alla meta.

Knaus, B. (2010). Break a Perfectionism and Procrastination Connection Now. Learn to overcome perfectionism and procrastination simultaneously. Science and Sensibility. Psychology Today.

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  • sandra sassaroli

    cara ilaria,
    mi sambra che manchi un pezzo che invece in terapia è utile, chi procrastina ha anche paura, e un punto importante è che impari che la paura è sì un emozione a volte sgradevole, ma ineluttabile e in fondo affrontabile. occorre imparare a buttarsi nella paura che l’imperfezione procura, con la consapevolezza che è soltanto una emozione e come tale, destinata nel tempo a spegnersi.
    il vantaggio è non solo nel senso che si impara che la paura non è pericoloso, ma mentre si fa questo, ci si sente più forti, più competenti, piùcapaci di affrontare la vita…

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